Le ultime notizie sulla riforma Pensioni di Matteo Renzi hanno per oggetto le richieste dei sindacati, intervenuti in audizione in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati presieduta da Cesare Damiano. È il primo passo ufficiale all'indomani della manifestazione del 21 novembre a Roma, a cui hanno preso parte anche i lavoratori precoci, i quali hanno chiesto al governo "quota 41 senza se e senza ma". Di seguito le proposte avanzate dalle parti sindacali all'esecutivo guidato dall'ex sindaco di Firenze.

Modifica della Legge Fornero

È la richiesta madre, un profondo intervento sulla riforma Fornero. Nel recente passato il leader della Lega Nord Matteo Salvini aveva raccolto le firme necessarie per andare al referendum abrogativo. Lo stop della Corte Costituzionale, che a suo tempo aveva giudicato inammissibile il quesito proposto dal segretario della Lega, ha rovinato i piani e le aspettative di molti lavoratori, quelli che ancora oggi considerano la Fornero una delle leggi più dannose degli ultimi anni.

Reintroduzione della flessibilità

La Uil chiede che nella nuova riforma pensioni venga reintrodotta la flessibilità di accesso alla pensione. A differenza del ddl 857 di Damiano, viene preso in considerazione un range tra i 63 e 70 anni. La nuova flessibilità - sempre stando a quanto richiesto dalle parti sindacali - non dovrebbe prevedere requisiti contributivi tali da impedire ai lavoratori, sopratutto le lavoratrici donne, di uscire dal mondo del lavoro dopo aver raggiunto un'età compresa nella "fascia" evidenziata in precedenza.

Risoluzione del problema dei quota 96

La legge dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero ha portato alla creazione di una nuova categoria di lavoratori, coloro che vengono inclusi nella denominazione quota 96. Sono gli esodati della scuola, che si sono visti rinviare l'accesso alla pensione per un errore contenuto all'interno del testo della riforma. I sindacati chiedono al governo un intervento definitivo per risolvere definitivamente il problema che si trascina ormai da anni.

Misure per i lavoratori precoci

La Cgil chiede che nella prossima riforma pensioni vengano adottate misure a favore dei lavoratori precoci, per i quali occorre introdurre quota 41, proposta inclusa nel disegno di legge presentato da Damiano alcuni mesi fa, che consente ai precoci di andare in pensione dopo 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica e senza penalizzazioni nell'assegno previdenziale una volta smesso di lavorare. La stessa misura viene chiesta anche per chi compie lavori usuranti.

Diffusione previdenza complementare

Sempre nel corso dell'audizione in commissione, le parti sindacali hanno chiesto al governo di sviluppare un percorso finalizzato alla diffusione della cosiddetta previdenza complementare, affinché i lavoratori e le lavoratrici abbiano in futuro un maggiore sostegno una volta smesso di lavorare.

Inoltre i sindacati chiedono la cancellazione delle spese di ricongiunzione tra le diverse gestioni previdenziali.

Esodati, Opzione Donna e anticipo no tax area in Legge di Stabilità

Nei giorni scorsi Cesare Damiano, attraverso una nota, aveva annunciato la ripresa della battaglia per esodati, opzione donna e no tax area quando la Legge di Stabilità sarà giunta all'esame della Camera. Tutti interventi "preliminari", in vista di una riforma pensioni organica il prossimo anno. Riusciranno i sindacati e Damiano a restituire giustizia a migliaia di lavoratori?

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