Un rinvio tra virgolette. Le novità sulla riforma Pensioni di Renzi si concentrano sulle recenti parole di Damiano. Il presidente della commissione Lavoro, parlando della prossima battaglia alla Camera per modificare alcuni punti della Legge di Stabilità 2016 riguardanti i temi della previdenza e del lavoro, ha dimenticato o semplicemente rinviato al 2016 la soluzione per i lavoratori precoci, ovvero quota 41, contenuta nel ddl numero 857, a cui la categoria si è aggrappata fin dall'inizio, rimanendole fedele, come dimostrato nell'ultima manifestazione a Roma.

Pensioni, Damiano pensa agli esodati e Opzione Donna

Non è più una novità che per la nuova riforma pensioni il governo dovrà fare i conti con le proposte di Damiano da una parte e Boeri dall'altra, così come non è più una sorpresa che sia rimasto il solo presidente della commissione Lavoro a poter fare qualcosa di concreto per i lavoratori precoci, appunto attraverso la proposta denominata quota 41, che - ricordiamo - Salvini voterebbe domani stesso, come confermato dal leader della Lega Nord di recente.

In ogni caso sembra evidente ormai che nelle modifiche alla Legge di Stabilità attese durante l'esame alla Camera il tema dei precoci non verrà trattato, anche alla luce delle ultime dichiarazioni di Damiano. Ecco quanto si legge in una nota dell'ex ministro del Lavoro: "Dopo aver positivamente ottenuto con le nostre battaglie l'inserimento della settima salvaguardia, di Opzione Donna e - continua Cesare Damiano - del miglioramento della no tax area per i pensionati, chiederemo ulteriori correzioni".

Alla Camera però non verrà affrontato - come detto in precedenza - il tema dei precoci e quota 41, in quanto è lo stesso Damiano a ricordare unicamente la questione degli esodati, Opzione Donna e no tax area. Per i primi chiede il salvataggio dei 20 mila rimasti fuori dalla settima salvaguardia, per le seconde la cancellazione dei 3 mesi di aspettativa di vita, per il terzo tema l'anticipo al 2016.

Dunque dovrebbero essere questi i primi punti della riforma pensioni del 2016, mentre occorrerà attendere il nuovo anno per avere una proposta del governo che tenga conto delle risorse economiche a disposizione dallo Stato. Sembra tramontare definitivamente l'ipotesi, paventata dallo stesso Damiano, di una sperimentazione della flessibilità già a partire dal prossimo anno. In definitiva rimane la risposta che l'onorevole diede a Franco Tedone, rappresentante dei precoci, a Mi manda Rai Tre, ovvero dal 2016 si andrà in pensione una volta raggiunti i 42 anni e 10 mesi di contributi.

Lavoratori precoci, la battaglia prosegue

Nonostante la loro partecipazione alla manifestazione di sabato a Roma sia stata trascurata dalla quasi totalità dei mass media nazionali, i lavoratori precoci proseguono la loro battaglia cercando di organizzarsi nuovamente in un numero sempre più maggiore per dare vita ad una nuova mobilitazione. Le voci di resa, gli umori neri di domenica mattina hanno dunque lasciato spazio alla voglia di rifarsi, alla determinazione, alla volontà di ottenere un trattamento equo da parte delle istituzioni. Quale sarà il destino dei precoci? Nel 2016, nella proposta del governo per la riforma delle pensioni, ci sarà anche quota 41?

Renzi seguirà la via di Damiano oppure farà una sintesi tra la proposta dell'esponente dem e del presidente dell'Inps? Per i precoci la soluzione è solo una: "Quota 41, senza se e senza ma".

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!