Il numero di emendamenti che le opposizioni hanno intenzione di presentare alla legge di stabilità 2016 e alle misure di riforma delle pensionisono all'incirca 3.600 ed è chiaro che si tratti di una sfida politica al governo Renzi. Mentre il premier sta ancora riflettendo sul dossier Boeri e sulla sua praticabilità già a partire dal 2016, arrivano altre proposte che potrebbero essere vagliate dall'esecutivo: si tratta del ritorno del 'prestito pensionistico', una misura che sarebbe assolutamente sostenibile nella misura in cui sarebbero poi i diretti beneficiari a restituire la somma anticipata con lo strumento dei microprelievi sugli assegni pensionistici.

All'interno di questa complessa situazione, è arrivata anche un'importante osservazione da parte della relatrice della legge di stabilità, Federica Chiavaroli, che ha sottolineato come questa mossa delle opposizioni consistente nel presentare un numero elevatissimo di emendamenti non possa che favorire il governo Renzi, per il quale risulterà impossibile discutere tutte le proposte e per il quale sarà molto semplice muoversi verso un maxiemendamento finale. In poche parole, si rischia la ormai 'solita' tagliola sugli emendamenti e l'approvazione della legge di stabilità così come è stata presentata.

Emendamenti esodati, donne ma non per i precoci: ultime news riforma pensioni governo Renzi

La discussione parlamentare rischia, dunque, di essere falsata e ancora una volta il pericolo è che il Parlamento venga svuotato della sua funzione legislativa.

Per il momento, comunque, gli emendamenti più importanti sul versante della riforma delle pensioni 2016sono i seguenti: da parte del PD, si parla di anticipo della no tax area per i pensionati già a partire dal 2016 e il prestito pensionistico che dovrebbe sostituire il part time proposto dal governo; da parte della minoranza DEM, invece, si chiede un'estensione della settima salvaguardia, l'aggiustamento alla proroga dell'opzione donna e misure per i lavori usuranti. Lega Nord e M5S sembrano, invece, voler mettere in campo proposte più vaste che contemplino anche i lavoratori quindicenni e i cosiddetti Quota 96 della scuola. un dato sembra essere accertato: per i precoci non ci sarà nulla da fare, la volontà politica sembra essere assolutamente assente, nonostante non si tratti di un numero troppo elevato di lavoratori.

Quale futuro per la riforma delle pensioni del governo Renzi?

Sembra essere sempre più chiaro che l'unica proposta realmente complessiva di riforma del sistema previdenziale sia giunta da Tito Boeri e che essa si troverà al centro delle discussioni: è probabile che l'elemento che meno piace a Matteo Renzi sia proprio il taglio ai vitalizi e alle pensioni d'oro in generale. La motivazione è sia politica in senso stretto, ma a temersi è anche il fatto che possa essere bocciata dalla Consulta, in quanto intaccherebbe privilegi già stabiliti. Insomma, la linea del governo Renzi sulla riforma delle pensioni sembra essere collegata più a riflessioni di carattere politico che non sociale. Come andrà a finire la vicenda della legge di stabilità? L'asse Boeri-Renzi si costituirà? I vitalizi saranno finalmente ridotti se non è possibile tagliarli in maniera profonda?Per aggiornamenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.