Concorso scuola 2015-2016. Continua a farsi attendere l’uscita del concorso alla quale potranno partecipare solo i docenti in possesso dell’abilitazione escludendo i precari, che ancora non hanno potuto conseguire un’abilitazione, e i docenti di ruolo. Infatti il comma 110 della legge 107 lo spiega chiaramente che chi è già stato assunto con un contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali non può partecipare a concorsi pubblici per ottenere dei titoli. Portando così l’Anief a presentare un ricorso per l’illecita esclusione degli insegnanti che hanno già un contratto di lavoro a tempo indeterminato dall’ultimo concorso.

La sentenza n.12071/2015 da ragione all’Anief spiegando che, anche se hanno già un lavoro, devono avere ugualmente la possibilità di trovare una condizione adatta alla propria preparazione. Anche il dottor Max Bruschi afferma che se il personale di ruolo non potrà avere la possibilità di partecipare al bando il passaggio di ruolo o di cattedra potrà avvenire solo per mobilità. Oltre al divieto della partecipazione al concorso degli insegnati di ruolo è sorto un altro quesito:

Come verranno distribuiti i posti di lavoro?

Ancora non sappiamo come distribuiranno le cattedre e se la ripartizione regionale verrà presentata insieme al bando Concorso scuola 2015-16 o subito dopo.

Si presume che anche questo anno il Nord avrà la meglio e al Sud rimarranno gli ultimi posti messi a concorso. In base al piano straordinario di mobilità previsto dal comma 108 della legge 107/2015 il personale già di ruolo dal 2014 potrà occupare i posti disponibili che cambieranno geograficamente nel 2016/2017, ma solo dopo l’approvazione del PTOF, il Ministero potrà prendere decisioni sulla distribuzione dei posti.

Molte scuole l'anno passato non hanno potuto scegliere le classi di concorso ritrovandosi insegnanti non richiesti, quindi sulla base delle affermazioni del sottosegretario Faraone (che il lavoro di questo anno è un buon punto di partenza) le scuole avranno i prossimi tre anni per modificare tutte le loro richieste. C’è ancora molto lavoro da fare, e non sarà facile da disporre per il 2016 il cambiamento verso le assunzioni.

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