La pubblicazione dei bandi del concorso a cattedra 2016 ritarda ancora. Ad un mese e 10 giorni dalla data indicata nella legge 107 (1 dicembre 2015), ancora leggiamo tweet del ministro Giannini in cui si parla di pubblicazione imminente, senza però vedere nulla. Il concorso per docenti metterà in palio 63.712 cattedre nel triennio 2016/2018 per circa 200mila candidati. Le indiscrezioni sono diverse, ma dei bandi nemmeno l'ombra. A cosa è dovuto il ritardo? In un articolo apparso sul quotidiano Repubblica.it il 9 gennaio, si parla di due motivazioni pensate dai sindacati.

Il ritardo del concorso a cattedra 2016

I motivi per cui i bandi del concorso Scuola 2016 non sono ancora stati pubblicati potrebbero essere di natura politica, riporta Repubblica.it. Il primo ha a che fare con il malcontento di chi è rimasto tagliato fuori dal Piano straordinario di assunzioni, ovvero gli abilitati di II fascia (25mila circa) che dopo 3 anni di precariato alle spalle dovrebbero essere assunti in base alla sentenza Europea e gli idonei all'ultimo concorso che rischiano con l'approvazione delle nuove graduatorie di concorso.

Il secondo problema politico riguarda l'incrocio tra concorso e mobilità straordinaria, che rischia di saturare i posti lasciati liberi dai pensionamenti al Sud, zona ambita da migliaia di docenti in trasferta che vogliono tornare nella propria regione. Restando disponibili poche cattedre, si ripresenterebbe il problema dell'esodo da Sud verso Nord per i nuovi assunti da concorso. Se queste due motivazioni sono reali, naturalmente, non è possibile saperlo con certezza.

Concorso scuola:cosa cambia

Bisogna ricordare che i posti messi in palio nel concorso a cattedra sono suddivisi in questo modo:

  • 52.828 posti comuni,

  • 5.766 posti di sostegno,

  • 5.118 posti di potenziamento.

Gli idonei ammessi saranno pari al numero di posti incrementato del 10%. Altro aspetto da non dimenticare è che i vincitori verranno inseriti negli ambiti territoriali e non nelle scuole. Saranno poi i dirigenti scolastici a decidere chi assumere nelle proprie scuole, in base al curriculum e al PTOF.

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