Dopo le ultime dichiarazioni di Matteo Renzi e Stefania Giannini sulle caratteristiche del bando del concorso Scuola 2016, che dovrebbe essere emanato entro la prima settimana di febbraio, per i precari della II fascia delle GI non resta altro che sperare nella giustizia amministrativa e nei numerosi ricorsi che sono in atto già da circa tre anni. Il ministro ha, infatti, ribadito tutti i punti chiave del discorso, senza dare seguito alle proteste dei precari (ma anche di una minoranza del PD e del M5S) che avevano chiesto un ripensamento soprattutto sulla tempistica, la lingua straniera e i programmi da studiare.

A quanto pare, insomma, il concorso sarà bandito a febbraio e la prova scritta sarà già alla fine di marzo, lasciando neanche due mesi per la preparazione; in più la prova conterrà un quarto di domande in lingua e circa i programmi da studiare non vi sono novità rispetto alle bozze che hanno circolato in questi giorni e che hanno fatto insorgere i precari della scuola.

Intanto, arriva da Terni la notizia dell'inclusione nelle GaE di un gruppo di docenti abilitati con il PAS: cosa cambia e perché la notizia potrebbe far ben sperare.

Ricorsi GaE e concorso scuola 2016: la situazione di Terni

Si apprende da una nota pubblicata sul sito OrizzonteScuola che l'Ufficio Scolastico della città di Terni ha disposto l'inserimento in GaE di un gruppo di insegnanti abilitati tramite PAS a seguito dell'Ordinanza del Consiglio di Stato del 17 dicembre (si tratta della n. 5659). L'inserimento è avvenuto a pieno titolo (dunque, senza necessità di sciogliere la riserva in seguito), ma non prevede la partecipazione al piano straordinario di assunzioni varato dal governo per l'anno scolastico 2015/2016.

L'Ufficio Scolastico, comunque, si riserva la possibilità di annullare, revocare e o rettificare la procedura di inserimento qualora sopraggiungano risultati definitivi e negativi per quanto riguarda il ricorso. In parole semplici, si tratta di una disposizione che potrà portare gli aventi diritto a ricevere contratti nella scuola, fermo restando che, se il ricorso dovesse essere bocciato, si avrebbe la risoluzione del contratto.

Quello che i precari sottolineano è la lentezza della giustizia amministrativa e il rimbalzo di responsabilità tra i vari organi, TAR e CdS: se i contenziosi dovessero avere esito positivo, è chiaro come potrebbe saltare l'intera macchina della 'Buona scuola' e, soprattutto, i docenti della II fascia delle GI potrebbero non avere più soltanto la prospettiva del concorso scuola 2016; resta la delusione di centinaia di migliaia di docenti precari che sono costretti a sperare nella giustizia amministrativa e non in una volontà più coerente del legislatore.

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