L’indennità di accompagnamento è una prestazione sociale riconosciuta agli invalidi civili totali, i quali non sono in grado di deambulare e quindi non sono pienamente indipendenti. In alternativa, il riconoscimento dell’assegno può essere legato anche ad un’impossibilità di compiere semplici atti quotidiani. quest’anno Il sussidio dell’indennità di accompagnamento grazie all’aggiornamento Istat è stato aumentato sia pur di poco. Nella circolare Inps n.211/2015, infatti è stato reso noto che per il 2016 infatti l’importo mensile erogato è passato da 507,46 euro a 512,34 euro al mese per 12 mensilità.

L’importo annuale è quindi di circa 6.148,48 euro. L’indennità è un reddito esente, non è soggetta all’Irpef e può essere richiesta solo dal residente in Italia che sia munito di cittadinanza italiana o europea. Vi sono degli adempimenti a carico del percettore dell’assegno di indennità. Egli è obbligato a presentare una dichiarazione denominata ICRIC sulla permanenza dei requisiti necessari al beneficio, entro e non oltre il 31 marzo, anche in via telematica accedendo al sito INPS, sezione Servizi Online per il cittadino. I soggetti incaricati di ricevere tale dichiarazione sono i CAF, Patronati o un professionista abilitato.

Ecco l’iter procedurale per formulare la richiesta

I richiedenti l’indennità di accompagnamento devono innanzitutto vedersi riconosciuto lo stato d’invalidità, che viene accertato mediante una visita medica da parte di una competente commissione medica.

Operazione preliminare è dunque ottenere il certificato medico introduttivo, in cui viene indicata la causa invalidante può essere di tipo fisico o psichico. Tale certificato è infatti indispensabile per inoltrare la domanda di riconoscimento dell’invalidità all’Inps che può avvenire anche in via telematica tramite i Servizi Online per il cittadino.

E possibile anche contattare un Contact center Inps, telefonando al numero 803.164. Bisogna comunque essere in possesso di Pin dispositivo Inps. L’ultimo step consiste nel sottoporsi agli specifici accertamenti sanitari davanti appunto alla commissione medica ASL integrata da un medico dell’Inps. Il richiedente può cosi accedere all’indennità una volta che ha ricevuto il verbale definitivo, dal quale appunto risulta un grado di invalidità del 100%.

L’indennità di accompagnamento decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda di riconoscimento dell’invalidità.

Sono queste le ipotesi di incompatibilità

E’ possibile inoltre ricorrere in Tribunale laddove non dovesse essere concessa l’indennità di accompagnamento. Occorre però sottoporsi ad un accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie effettuato da un consulente tecnico d’ufficio. L’indennità di accompagnamento non è cumulabile con le indennità erogate per cause di servizio, lavoro o guerra. È invece compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. L’indennità di accompagnamento non conosce limiti di età e può essere concessa indipendentemente dalla composizione del nucleo familiare del beneficiario.

L’assegno di accompagnamento inoltre si trasmette per successione agli eredi anche se l'avente diritto sia deceduto prima che ne siano accertati i presupposti normativamente previsti. Essi hanno quindi un diritto alla rispettiva quota dell'indennità di accompagnamento, in quanto la stessa fa parte del patrimonio di colui che potenzialmente ne aveva diritto.