Bocciate le prove del concorso scuola 2016: il CSPI, Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nella seduta del 27 gennaio, si è espresso sul nuovo concorso per 63mila abilitati che da febbraio metterà alla prova oltre 200mila insegnanti. L’analisi del Consiglio si è soffermata su cinque punti: prove e programmi, ambiti disciplinari, valutazione titoli, composizione della Commissione e riconoscimento dei titoli di specializzazione in italiano L2.

Troppo nozionismo, una domanda d’inglese anziché due

In primo luogo si è parlato della verifica della conoscenza della lingua inglese: le bozze prevedono due domande scritte in lingua calibrate su un livello di conoscenza B2. Sebbene anche su questo siano state sollevate delle polemiche perché il livello di lingua è stato ritenuto talvolta troppo elevato, il parere del CSPI si è concentrato sull’incidenza generale della prova di lingua, chiedendo di ridurre i requisiti da 2 a 1. Per quel che riguarda i programmi da studiare per prepararsi al Concorso Scuola 2016 emerge anche in questo caso un parere negativo: troppo nozionismo, da riequilibrare favorendo invece competenze didattiche, metodologiche e relazionali.

Bocciata anche la prova orale e l’accesso al sostegno

Critiche anche per quel che riguarda la prova orale, sulla quale, secondo il parere della CSPI si insiste troppo sugli aspetti disciplinari. La maggior parte dei docenti che affronteranno il concorso a cattedre 2016 sono del resto già laureati e abilitati nella specifica classe di concorso, fattispecie che contrasta con l’idea di valutare le competenze didattiche per mezzo della lezione simulata.

Inoltre, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha invitato a far luce anche sulla necessità di “chiarire esplicitamente quali diplomi conseguiti al termine dei percorsi di sperimentazione siano equiparati al diploma magistrale, in particolare riguardo alle diverse sperimentazioni linguistiche”. Infine, il parere del Consiglio ha sollevato dubbi anche per ciò che riguarda la procedura per l’accesso ai posti di sostegno, in quanto suscettibile di “accentuare la separatezza, anziché l’integrazione, tra la figura del docente curricolare e quella del docente specializzato.

Staremo a vedere se il parere, non vincolante ma che comunque per alcuni aspetti esprime il parere di parte del personale docente verrà recepito entro i tempi previsti.

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