La Legge di Stabilità ha lasciato una falla di cui, a dire il vero, poco si parla. La Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione è nato già con evidenti problemi e con diverse contraddizioni e la manovra di Stabilità non ha previsto correttivi sostanziali tali da stemperare gli animi di quelle categorie di lavoratori che si sentono penalizzati dal nuovo sussidio. Ci sono però alcuni decreti attuativi della riforma del lavoro di Matteo Renzi, l’ormai celebre Jobs Act, che producono alcuni cambiamenti che saranno molto importanti nel nuovo anno.

Stagionali licenziati entro il 31 dicembre 2015

Tra salvaguardia per gli stagionali e correttivi che dovevano essere inseriti, la Naspi, per tutti i lavoratori dei settori turistico ed alberghiero, non è stata certo una buona notizia. Le modalità di calcolo e la durata rapportati agli ultimi 4 anni sono già un parametro penalizzante per i lavoratori stagionali che lavorano solo durante i mesi estivi. Se a questo si aggiunge lo scomputo dei periodi di lavoro, sempre nel quadriennio, coperti da Aspi, Disoccupazione Ordinaria e Requisiti Ridotti, la frittata è completa. Per questi lavoratori, la Naspi si riduce sensibilmente dal punto di vista della durata, soprattutto perché la natura del lavoro stagionale porta questi soggetti ad utilizzare gli ammortizzatori sociali ogni anno.

La Stabilità non hacambiato nulla,pertanto, anche nel 2016, la durata massima del sussidio sarà pari a 24 mesi. Il Jobs Act però, ha previsto che per gli eventi di disoccupazione capitati entro il 31 dicembre del 2015, agli stagionali cui spetterebbe una Naspi inferiore ai 6 mesi, saranno aggiunti i periodi di lavoro coperti dai precedenti ammortizzatori sociali.

In parole povere si tratta di una deroga a quanto stabilito precedentemente con il lancio del nuovo sussidio. Questa salvaguardia però non sarà prevista per il 2016, quindi per eventi di disoccupazione che si verificheranno a partire dal 1° gennaio, niente sarà bonificato e quanto temuto si verificherà in pieno.

Domestici, requisito dei 30 giorni e guida al calcolo della Naspi

Altra categoria vituperata dal nuovo ammortizzatore è quella dei lavoratori domestici. Anche qui, il problema è nella natura stessa del lavoro svolto. Lavorare a domicilio del datore di lavoro non rende facile il computo delle ore di lavoro e delle giornate di lavoro effettivamente svolte. Un aiutoa questacategoria di lavoranti è la valutazione della settimana di lavoro che viene considerata interamente coperta con almeno 24 ore di retribuzione effettivamente registrata. Al raggiungimento delle 30 giornate nei 12 mesi che precedono la data di perdita involontaria del lavoro, anche per i domestici sarà richiedibile la Naspi. Così come la durata, anche gli importi sono calcolati sulle retribuzioni medie degli ultimi 4 anni di lavoro.

La somma di tutte le retribuzioni, anche con emolumenti non continuativi come i premi di produzione, diviso per le settimane effettivamente lavorate da la base di calcolo. Il risultato fuoriuscito da questo calcolo va moltiplicato per il coefficiente fisso del 4.33. La Naspi eroga il 75% della base imponibile così calcolata sempre che non si superi il limite di 1.300 euro al mese. Tra le novità maggiori anche il patto di servizio che necessariamente il disoccupato deve sottoscrivere presso il Centro per l'Impiego. In pratica bisognerà dichiararsi disponibili ad accettare proposte di lavoro o di programmi propedeutici a scopo occupazionale, per percepire il sussidio.