Il dibattito sulla riforma pensioni 2016 si è riacceso non appena è giunta la notizia che l'Europa avrebbe 'chiesto' all'Italia di rinunciare a ritoccare la legge Fornero e sulla questione è intervenuto immediatamente Cesare Damiano, il quale ha chiesto a Matteo Renzi il motivo per cui si scontra con Bruxelles su qualsiasi provvedimento tranne che per la riforma della previdenza. Lo stesso Presidente della Commissione Lavoro ha fatto notare, durante il programma DiMartedì, che se si togliesse il computo delle tasse dal calcolo dell'incidenza della previdenza sul PIL si scoprirebbe che la spesa pensionistica in Italia è assolutamente in linea con quella degli altri stati europei: insomma, la retorica che l'Italia spende troppo per la previdenza è assolutamente mendace.

Nel frattempo, in questo clima di sospensione – non si sa a questo punto se possa essere utile ancora sperare in una riforma nel 2016 – gli interventi più duri e netti arrivano dalla Lega: molto interessante a questo proposito è un intervento di Simonetti. Al centro della sua riflessione, c'è l'Inps, c'è Boeri e ci sono anche i lavoratori precoci.

L'Inps, Tito Boeri e le ultime novità sulla riforma pensioni 2016

L'attacco più duro all'operato del governo Renzi e dell'Inps di Tito Boeri arriva da Simonetti della Lega Nord, segretario della Commissione Lavoro alla Camera.

L'idea di fondo del suo intervento è di una semplicità disarmante: Tito Boeri, in quanto Presidente dell'Inps, starebbe facendo ostruzionismo per impedire che le proposte di riforma delle Pensioni per il 2016 possano realmente arrivare fino al dibattito parlamentare. Simonetti chiarisce che, quando ha chiesto all'Inps di quantificare la spesa e i costi per la sua proposta di riforma, dall'istituto previdenziale è arrivata una risposta sibillina, secondo la quale sarebbero mancati gli elementi sufficienti per un computo il quel senso.

Insomma, il rappresentante della Lega Nord sembra sempre di più convincersi che vi sia una non volontà da parte della politica e dell'Inps nell'affrontare la questione: Tito Boeri metterebbe i bastoni tra le ruote per fare in modo che passi la sua proposta di riforma della previdenza, mentre Matteo Renzi sta aspettando la fine del 2016 per lanciarla, quando si andrà alle elezioni anticipate.

Ultime novità pensioni precoci 2016

Simonetti della Lega Nord discute anche della proposta di introduzione della Quota 41, la quale sarebbe utile non soltanto ai lavoratori precoci ma per tutti i lavoratori: si stabilirebbe una soglia oltre la quale non sarebbe più 'giusto' continuare a lavorare. La proposta di riforma delle pensioni per il 2016 che contempla la Quota 41 è quella di Cesare Damiano, sulla quale stanno convergendo anche le altre forze politiche, oltreché i sindacati.

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Ancora una volta, è proprio Tito Boeri a farsi sentire e a 'bocciare' la proposta: un paio di giorni fa, infatti, è intervenuto sulla questione e, dal momento che nel giro di alcuni anni la soglia potrebbe salire anche a 45 anni di contribuzione, aveva proposto 43 anni di contribuzione per gli uomini e per le donne 'soltanto' 42. Anche se l'Europa dice che non si può fare, la riforma delle pensioni resta al centro del dibattito politico e mediatico: resta da capire, quale sia la reale volontà del governo Renzi.

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