La notizia degli ultimi giorni, che ha visto la bocciatura di una procedura di ricorso per l’inserimento in GaE(Graduatorie ad Esaurimento) portata avanti dagli avvocati Francesco e Giuseppe Cundari, ha gettato nello sconforto decine di migliaia di docenti abilitati tramite PAS, TFA e SFP che speravano di poter far valere il proprio diritto almeno attraverso la giustizia amministrativa. I tempi oramai stringono e il bando del concorso Scuola 2016 dovrebbe essere realmente imminente: a poco sono valse le poteste dei docenti precari e ora sembra essere tutto pronto.

Negli ultimi due giorni, comunque, si sono susseguiti comunicati di sindacati, come Anief, che stanno cercando di spiegare ai propri ricorrenti come la strategia legale può anche mutare e che non tutto è perduto dopo questa sentenza. Nel frattempo, si alzano le polemiche anche contro la nomina di Pajno alla Presidenza del Consiglio di Stato: Matteo Renzi, contravvenendo alle consuetudini, ha imposto (ma la legge lo permette, anche se non veniva utilizzata per rispetto dell’equilibrio tra poteri) un proprio nome in quel ruolo.

In questo articolo cercheremo di capire meglio qual è il ruolo di Alessandro Pajno e quali le vere possibilità per i ricorsi.

Ricorsi GaE e concorso scuola 2016

Marcello Pacifico dell’Anief ha risposto ad alcune domande sul noto sito OrizzonteScuola soprattutto per quanto concerne i rapporti tra i ricorsi e il concorso scuola 2016. Su questo punto, Pacifico ha sottolineato come il concorso deve essere svolto perché rappresenta comunque un modo per entrare di ruolo, ma ciò non significa che non si debba continuare a lottare per la stabilizzazione di coloro che hanno insegnato per 36 mesi e per tutti i ricorrenti TFA, SFP e PAS.

Si tratta, indubbiamente, di una doccia gelata, ma Pacifico non demorde: da un lato sottolinea come il ricorso ‘bocciato’ sia differente da quello organizzato dall’Anief e dall’altro mostra come si potrà sempre e comunque ricorrere alla Corte Europea. Restano in piedi ancora i ricorsi con l’avvocato Solidoro, i quali risultano essere differenti nell’impostazione perché eccepiscono la differenza tra TFA e PAS.

La situazione comunque sembra essersi fortemente complicata ed è difficile immaginare i possibili sviluppi.

La nomina politica al CdS

Risulta essere anche interessante sottolineare la tempistica tra la nomina di Pajno, uomo di fiducia di Matteo Renzi, alla Presidenza del CdS con la sentenza che ha visto bocciare un ricorso per l’inserimento in GaE. Questa tipologia di ricorsi, qualora andassero a buon fine, farebbero saltare il grosso dell’impianto della ‘Buona scuola’ renziana, si tratterebbe infatti di più di 100mila docenti che avrebbero diritto alla cattedra e all’immissione in ruolo.

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Il Consiglio di Stato, infatti, rappresenta l’organo che per eccellenza funge da ‘controllore’ dell’operato dell’esecutivo: il suo ruolo è quello di delineare la legittimità dei provvedimenti governativi e risulta essere dunque il ‘giudice’ sulle riforme di un esecutivo. L’ultima nomina da parte governativa di un Presidente del CdS risaliva al 1928, quando in Italia c’era il fascismo e i tempi erano indubbiamente differenti.

Questa tempistica, comunque, suscita stupore e malcontento e ai precari, probabilmente, non resta altro che tentare la sorte con il concorso scuola 2016. Per aggiornamenti, cliccate su ‘Segui’ in alto sopra l’articolo.

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