Una delle questioni più strettamente connesse all'emanazione dei bandi per il concorso scuola 2016riguarda non soltanto le procedure farraginose e piene di contraddizioni ma soprattutto il futuro di tutti coloro che non riusciranno a passarlo. Si è già parlato in passato di 'licenziamento di massa': il concorso prevede infatti poco più di 60mila posti (con l'aggiunta del 10% di idonei) a fronte di una platea di candidati di circa 200mila docenti precari; si tratta perlopiù di personale che lavora nelle scuole già da anni e che, ad un'età non più giovanissima (la media supera i 40 anni di età), rischierebbe di trovarsi definitivamente senza lavoro e con la necessità di reinventarsi.

I docenti abilitati tramite PAS, TFA e SFP, insomma, si giocano il futuro nel prossimo concorso, ma si sta già lavorando, a livello politico e parlamentare, per permettere che una generazione di insegnanti esperta e preparata non venga totalmente persa. In questa direzione va la risoluzione presentata in Commissione Cultura alla Camera dal M5S: ecco di cosa si tratta.

La fase transitoria successiva al concorso scuola 2016

La stessa legge n. 107 del 2015, l'ormai famosa riforma della 'Buona Scuola', prevede che il governo introduca una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo modello di formazione e di immissione in ruolo nella scuola.

Il governo Renzi non ha ancora dato avvio ai confronti su questo tema, quando il concorso scuola 2016 è oramai imminente: il M5S, in questo senso, chiede che si istituisca un meccanismo di assunzioni anche per quanto riguarda coloro che non vinceranno il concorso. Secondo i dati diffusi dai Cinque Stelle, la riforma non ha assolutamente curato la 'supplentite' di cui Renzi parlava e sarebbero addirittura quasi 100mila le supplenze assegnate in quest'anno scolastico.

Il M5S, dunque, ha depositato in Commissione Cultura alla Camera, con prima firma di Luigi Gallo, una risoluzione che tuteli dal licenziamento di massa i circa 120/130mila docenti che risulteranno non vincitori: si tratta di una forma di equilibrio e di giustizia verso una categoria di insegnanti che è stata penalizzata e ha subito una grave disparità di trattamento. Il riferimento è anche a coloro che hanno alle spalle 36 mesi di servizio e che, se non vincono il concorso, non avrebbero più la possibilità di sottoscrivere un nuovo contratto a tempo determinato.

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