In merito alle discussioni che dovrebbero portare ad una riforma delle pensioni 2016, le novità riguardano soprattutto un articolo apparso sul noto quotidiano Corriere della Sera all'interno del quale si svelano coloro che percepiscono Pensioni d'oro: si tratta di assessori, deputati e giudici, i cui assegni pensionistici variano tra i 40mila e i 200mila euro. La questione principale riguarda soprattutto un aspetto: coloro che percepiscono 'pensioni d'oro' fanno parte di istituzioni per i quali vigono regole differenti rispetto a quelle che valgono per tutti gli altri cittadini; il punto è la disparità di trattamento che si ha a monte, nelle stesse regole per accedere alla pensione.

Nel frattempo, proseguono le polemiche sul ritocco alla pensioni di reversibilità e, in generale, alle prestazioni previdenziali: il premier assicura che non si toccherà quell'aspetto del sistema pensionistico, ma lo stralcio, in via ufficiale, non è ancora arrivato.

Assegni d'oro: novità riforma pensioni oggi 24/02

Il dato fondamentale, contenuto nel rapporto sul sistema previdenziale italiano diffuso dal Centro Studi di Alberto Brambilla, esperto di previdenza, riguarda soprattutto il fatto che vi sono enti ed amministrazioni che hanno deciso di non comunicare mai propri dati: si tratta del Senato e della Camera, i quali hanno regole per l'accesso alle pensioni differenti; il sistema della Regione Sicilia; l'ufficio di Presidenza della Repubblica e le Regioni a statuto ordinario.

Si tratta letteralmente di un 'mondo a parte' di cui è difficile anche fare il censimento: secondo quanto riportato dal rapporto, le pensioni d'oro sono circa 30mila e pesano sulle casse dello Stato per circa un miliardo e mezzo di euro. I pensionati che hanno lavorato alla Regione Sicilia hanno una pensione di circa 40mila euro all'anno; gli ex giudici costituzionali di circa 200mila euro; i vitalizi dei politici (Senato, Camera e Regioni) circa 91mila euro; gli ex dipendenti del Quirinale e del Parlamento circa 55mila euro; infine, gli ex dipendenti della Consulta circa 68mila euro.

A sottolineare la divergenza tra queste pensioni e quelle delle persone 'comuni', basta il seguente dato: un dipendente pubblico che se ne va al raggiungimento massimo dei requisiti guadagna circa 26mila euro l'anno, mentre i dipendenti privati appena circa 12mila euro.

La reversibilità e le novità sulle pensioni oggi 24/02

Mentre, dunque, vengono diffusi dei dati sulle pensioni d'oro che non necessitano di commento, prosegue la battaglia parlamentare e non sulla riforma delle pensioni di reversibilitàe delle altre prestazioni previdenziali: il premier Matteo Renzi, nella giornata di ieri, parlando a Radio RTL 102.5, ha sottolineato come il governo non abbia alcuna intenzione di toccare la reversibilità, smentendo di fatto tutte le polemiche. Eppure, come hanno sottolineato Bellissima della UIL e Pedretti della CGIL, al momento la misura rimane perché presente nel testo del disegno di legge delega sulla povertà: insomma, il governo dovrebbe chiudere con le ambiguità e stralciare definitivamente il comma che prevede il riordino delle prestazioni previdenziali su base ISEE.

Si segnala, infine, un intervento di Cesare Damiano, il quale sottolinea come sia già pronto un emendamento che cancelli definitivamente il riferimento alla pensione di reversibilità: in Commissione dovrebbero essere più o meno tutti d'accordo, ma è chiaro che l'iter parlamentare è lungo e le sorprese potrebbero comunque arrivare. Per approfondimenti, cliccate su 'Segui' in alto sull'articolo.

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