La battaglia politica e sindacale contro le procedure del concorso scuola 2016 non hanno avuto alcun esito e così sta per iniziare la battaglia giudiziaria: ad annunciarlo è il sindacato Anief, che ha già aperto le adesioni per i ricorsi che dovrebbero permettere a chi è stato escluso di poter partecipare. Si tratta di una proposta che non piace ai docenti precari ed abilitati che si giocano l'ultima possibilità di raggiungere il ruolo, ma il sindacato intende procedere: la soluzione più ovvia sarebbe stata quella di prevedere un piano di assunzioni anche per gli abilitati, ma sarebbe ingiusto escludere una serie di categorie di insegnanti dalla possibilità di giocarsi il futuro.

La proposta dell'Anief non riguarda soltanto i non-abilitati presenti nella III fascia delle GI, ma anche i laureandi in SFP, gli specializzandi sul sostegno, gli abilitandi PAS, i diplomati Itp, coloro che si sono abilitati all'estero e non hanno avuto ancora l'equipollenza del titolo e i docenti già di ruolo. Insomma, le porte si dovrebbero aprire a decine di migliaia di aspiranti docenti: ecco quali sono i precedenti giuridici.

Ricorsi per partecipare al concorso scuola 2016: i precedenti

Il sindacato Anief ha già predisposto i moduli cartacei per permettere l'iscrizione con riserva alle procedure per il concorso scuola 2016e ha sottolineato tutti i precedenti giuridici favorevoli.

Per quanto riguarda il concorso del 2012, infatti, coloro che non avrebbero potuto partecipare hanno vinto il ricorso e quelli che hanno superato le prove ora insegnano con contratto a tempo indeterminato. I precedenti giuridici per i non-abilitati sono i seguenti: le sentenze n. 9258, n. 9490 e n. 9666 del TAR del Lazio e le sentenze n. 105 e 717 del Consiglio di Stato. L'orientamento, dunque, sarebbe stato già sancito in passato: i non-abilitati dovrebbero poter partecipare.

Ci sono precedenti giuridici anche per chi è già in ruolo e vorrebbe, in nome della libertà di insegnamento, cambiare classe di concorso: la sentenza n. 12071 del TAR del Lazio ne sarebbe la dimostrazione. Secondo l'Anief, dunque, nonostante le sentenze che nei fatti contraddicono le prescrizioni del Miur e del governo, si è deciso di procedere contro il diritto: l'invito, dunque, è a partecipare ai ricorsi, forti di una 'granitica' giurisprudenza alle spalle.

I docenti abilitati ritengono questa mossa dell'Anief lesiva dei propri diritti: ancora una volta chi si è abilitato negli ultimi anni rischia di andare in contro ad una beffa. Per aggiornamenti su concorso, ricorsi e procedure giuridiche, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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