Oggi per le ultime notizie sulla riforma delle pensioni vi riportiamo la petizione lanciata on-line dai lavoratori uniti a tutela dei propri diritti, indirizzata al presidente del consiglio Matteo Renzi. Secondo questa categoria di lavoratori, forse la più penalizzata dalla legge sulle Pensioni targata Monti-Fornero del dicembre 2011, il governo non può più tergiversare né tentennare come fatto sino ad adesso.

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I precoci invitano il governo di Renzi ad agire entro il mese di giugno

Ora è giunto il momento di agire, essi affermano nella petizione, dando un ultimatum al premier Renzi. Il mese di giugno deve intendersi come il termine ultimo per la soluzione delle questioni rimaste insolute o trascurate per troppo tempo. I precoci indicano, a tal riguardo quali le questioni ancora aperte oltre la loro: la vertenza dei lavoratori che svolgono mansioni usuranti, la proroga dell'opzione donna al 2018.

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 Ma oltre che denunciare i problemi insoluti, i precoci indicano anche quale deve essere la via maestra che il governo di Matteo Renzi deve seguire, se vuole uscire dal pantano in cui si trova. Il percorso da seguire è il disegno di legge 857, presentato nel lontano 2013 dal partito democratico, a firma di Cesare Damiano, Pierpaolo Baretta e Marie Luisa Gnecchi, ancora oggi chiuso nei cassetti della Camera, comprensivo di quota 41, indipendentemente dall'età anagrafica e senza penalizzazioni che consentirebbe la risoluzione dei tanti problemi insoluti.

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Pensioni Matteo Renzi

Il ddl 857 è la base del confronto all'interno della commissione lavoro

Il ddl, è comunque oggi, lo ricordiamo, la base di partenza della discussione aperta all'interno del comitato ristretto della commissione lavoro della Camera, il cui presidente è proprio Cesare Damiano, cui i precoci fanno riferimento ed hanno scelto come paladino per la loro battaglia. Nella petizione i lavoratori precoci indicano le convenienze e le opportunità che l'approvazione del disegno di legge 857 potrebbe comportare.

Opportunità che vanno dallo svecchiamento delle imprese al conseguente avvio del ricambio generazionale; dalla soluzione dell'annosa questione degli esodati, alla flessibilità in uscita; dalla eliminazione del cosiddetto sistema contributivo, alla revisione dell'aspettativa di vita. Resta il fatto che la madre di tutte le battaglie sul versante pensionistico e previdenziale in generale, è la rottamazione della odiata quanto superata legge Fornero, attualmente vigente causa del malessere e del malcontento generale.

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I lavoratori precoci, annunciano, altresì, che sabato 2 aprile saranno in piazza affianco alle organizzazioni sindacali per porre maggiormente in risalto le loro posizioni antigovernative sul fronte pensionistico. Volete essere sempre aggiornati sul fronte pensioni? Allora cliccate su "segui" posto in alto sopra al titolo

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