Proseguono le iniziative dei lavoratori precoci e degli esodati in favore di un cambiamento delle attuali regole di pensionamento, al fine di risolvere le tante situazioni di disagio che ancora caratterizzano il sistema previdenziale pubblico italiano. Le ultime novità ad oggi 23 marzo riportano l'apertura di un sito web dedicato ai lavoratori che vivono situazioni di disagio previdenziale (lavoroepensione.altervista.org), all'interno del quale verrà data visibilità a tutte le prossime iniziative di mobilitazione e di rivendicazione del proprio diritto alla quiescenza.

I precoci mirano all'obiettivo dell'uscita dal lavoro una volta raggiunti i quarantuno anni di contribuzione (I'ormai nota Quota 41). In merito alla situazione degli altri lavoratori e disoccupati in età avanzata, si chiede inoltre di permetterne il pensionamento una volta raggiunti i 62 anni di età. "La legge Fornero ha penalizzato tutti" si legge all'interno dell'home page del sito. Vediamo insieme quali sono le motivazioni che spingono i lavoratori a rivendicare con urgenza una riforma del sistema previdenziale.

Riforma pensioni e quota 41: ecco perché i lavoratori chiedono di modificare la legge Fornero

Stante la situazione, i lavoratori puntano ad una profonda riforma della legge Fornero, perché questa è intervenuta "cambiando le regole in modo rigido e senza la giusta flessibilità, penalizzando una platea di lavoratori talmente vasta da suscitare enorme indignazione".

Sullo sfondo, resta anche il problema della disoccupazione giovanile e del blocco verificatosi nel normale turn over tra le diversegenerazioni. L'attuale situazione prospetta infatti ai "giovani che dovranno lavorare (quelli fortunatida trovare un lavoro) fino a 70 anni con pesanti decurtazioni, a causa del contributivo secco".

Mentre dall'altro lato troviamo "gli anziani e i precoci, che dopo aver lavorato una vita, non possono lasciare il posto di lavoro ai giovani". Chiare quindi le richieste dei lavoratori, che chiedono di riformareuna legge "che ci porta tutti a uscirein tarda età, con quattro soldi e poco tempo per goderci il meritato riposo".

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