La riforma della legge Fornero sulle pensioni è sempre al centro del dibattico politico e delle forze sindacali. Le ultime novità sul capitolo Pensioni ci rivelano che Cesare Damiano, esponente della minoranza del Partito Democratico nonché presidente della commissione lavoro della Camera, ribadisce quotidianamente che l'anno 2016 deve essere l’anno della flessibilità delle pensioni e dell'uscita anticipata dal mondo del lavoro.

Padoan afferma che il governo attende il via libera sulla flessibilità dall'Europa

In fatto di politica economica, flessibilità, pensioni e conti pubblici, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha affermato che i “conti sono compatibili nel 2016 con il patto di stabilità”, come richiesto, dalla Commissione Europea.

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Il ministro ha aggiunto anche che l'Europa deve ancora sciogliere il nodo della concessione delle clausole di flessibilità legate alle riforme strutturali. Solo quando ciò avverrà sarà possibile avviare un vero processo di riforme, compreso quello pensionistico.

Pietro Ichino si schiera con Boeri, ma non chiude la porta a Damiano

Intanto Pietro Ichino, docente universitario e componente della Commissione Lavoro al Senato, ha dichiarato che il nodo pensioni potrà essere sciolto solo con il passaggio al sistema contributivo, come proposto dal presidente dell'Istituto nazionale di previdenza il professore Tito Boeri. Proposta che, secondo Ichino non stride con quella del presidente Damiano sulla flessibilità in uscita a 62 anni e con Quota 41 favorevole al pensionamento dei lavoratori cosiddetti “precoci”.

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Poletti è per il prestito pensionistico per gli over 55 disoccupati

Sempre sulla questione pensionistica è intervenuto ancora il ministro Poletti, secondo il quale l’ipotesi più favorevole e sostenibile per i conti pubblici è l'introduzione del prestito pensionistico. Secondo il ministro, la riforma della legge Fornero può essere garantita solo attraverso un’uscita anticipata con penalizzazioni, la razionalizzazione della pensione o il prestito previdenziale e con il rendere strutturale l’opzione donna. Tali misure, sostiene il ministro, difatti, risultano compatibili con la situazione finanziaria attuale del debito pubblico a causa dei conti in disordine che il Governo ha ereditato dal passato.

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Pensioni

Per questo motivo il prestito pensionistico potrebbe essere la soluzione più conveniente e possibile da concretizzarsi nel 2016. Garantire un prestito di 800-900 euro al mese ai disoccupati ultra 55enni, ormai fuori anche dai benefici della Naspi e dell’Asdi sarebbe l'unico modo per accompagnarli alla pensione, fermo restando la restituzione del prestito con micro-prelievi sulla pensione.

Tante le posizioni, ma poche le decisioni.

Staremo a vedere. Voi intanto per essere aggiornati cliccate su “segui” posto in alto sopra al titolo.

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