I più convinti assertori della riforma pensionistica sono due, Cesare Damiano e Tito Boeri. Damiano quasi ogni giorno invita le forze politiche a prendere in considerazione la flessibilità e Tito Boeri coglie l'occasione per ricordarlo ogni volta che è chiamato in causa. Questa mattina in un convegno sulla previdenza organizzato a Torino il Presidente dell'INPS ha ancora puntato il dito sull'immobilismo che blocca la riforma pensionistica. E le sue parole sono dirette anche alla situazione di stallo della disoccupazione giovanile perché più gente andrebbe in pensione e maggiori sarebbero le opportunità dei giovani di entrare nel mondo del lavoro.

Boeri ricorda che la riforma pensionistica doveva essere effettuata nel 2015, poi nel 2016 e adesso si parla della legge di Stabilità del 2017. Ilblocco delle uscite ha fortemente penalizzato le assunzioni dei giovani come dimostrato dall'analisi comparata condotta dall'INPS.L'elaborazione dei dati dell'Università Bocconi dimostra che, se la quota di lavoratori bloccati dalla riforma Forneropassa dallo 0 all'1%, le assunzioni di giovani nella stessa azienda scendono dal 16,7% al 14,5%.

Il ricalcolo delle pensioni d'oro

Continuano le richieste dei lavoratori che oltre alla flessibilità pensionistica vorrebbero anche il ricalcolo delle Pensioni d'oro. Il direttoredell’Inps, Antonello Crudo, durante l'audizione alla Commissione Lavoro ha commentatole proposte di legge che vorrebbero il ricalcolo delle pensioni superiori ai 5mila euro su base contributiva. Secondo il direttore in diversi casi le pensioni calcolate con il contributivo potrebbero addirittura aumentare.

Oltretutto sembra che non sarebbe possibile in tantissimi casi ricostruire la storiacontributiva delle pensioni liquidate molti anni fa. Nel settore pubblico prima del 1992 non esistevanoarchivi informatici perché la pensione venivacalcolata su una quota dell’ultima retribuzione. È però strano che l'INPS non sia in grado di fare verifiche tecniche sulla scorta dei dati cartacei e informatici di cui dispone.

E queste giustificazioni sembrano come le bugie di Pinocchio perché, storia di pochi giorni fa, un bidello andato in pensione nel 1980 si è visto recapitare un controllo che evidenziava una pensione maggiore di quella spettante. Quindi tanto per cambiare solo i piccoli devono pagare?

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