Finalmente è arrivata, qualche giorno fa, laconferma della data definitiva del concorso scuola 2016; quest'ultimo avràinizio il28 aprile e terminerà alla fine di maggio. I primi a dovere sottoporsi alle prove concorsuali saranno i docenti di storia dell’arte, scienze agrarie, tecnologie nautiche e design del libro; gli ultimi i maestri della primaria e dell’infanzia. In appena 15 giorni i partecipanti al concorso scuola 2016 dovranno prepararsi per affinare al meglio le proprie competenze. I docenti non abilitati paiono non avere, ancora, vita facile.
Il Tar del Lazio ha sprangato loro la strada, forse ilConsiglio di Stato può essere l'ultima soluzione.
Concorso scuola: cosa sapere
Dopo un inizio sotto ai più nefasti auspici - i continui slittamenti non hanno di certo favorito la nomea del concorso scuola 2016 - finalmente è possibile avere una data definitiva dautilizzare in qualità di calendario prove. Il culmine si raggiungerà il 2 maggio, in questa data tutti i candidatidelle discipline letterarie alle medie e ai licei prenderanno parte all'iter concorsuale. Per i docenti di sostegno le prime prove avverranno il 6 maggio per la scuola primaria, l’11 per l’infanzia, il 23 per le medie e il 25 per le superiori. Gli ultimi a prendere parte a questa lunga procedura saranno i docenti per gli esami di infanzia e primaria.
Le date diverse indicano al volontà di non creare problemi all'interno dell'iter concorsuale a causa dei numerosi partecipanti. Le sedi delle prove sono consultabili per ben 10 regioni sul sito dell'Ufficio Scolastico Regionale di ogni singola regione. Le regioni che hanno già pubblicato le sedi sono le seguenti: Umbria, Veneto, Molise, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Lombardia, Calabria e Liguria. Le prove scritte dureranno due ore e mezza e constano di 8 domande: 6 in lingua italiana e due in lingua inglese (per il quale viene richiesto ai candidati una conoscenza del livello B2, secondo il QCER). Le prove si svolgeranno secondo la modalità computer based. Data la grande partecipazione al concorso si è reso necessario avvalersi di due turni: i candidati verranno infatti smistati all'interno di due diverse fasce orarie; quest'ultime sono le seguenti: 9/12 e 15/18.
La probabile penuria di postazione dotate di pc si somma al problema della penuria di docenti atti a fare parte delle commissioni esaminatrici. A causa dei compensi troppo bassi in pochi hanno risposto alla chiamata dal Miur. Si stima che i docenti verranno retribuiti secondo la seguente retribuzione:
- presidente di commissione esaminatrice percepirà 251 euro;
- i docenti che compongono la commissione esaminatrice 209 euro;
- per ogni candidato esaminato vi sarà un aggiunta al compenso di 0.50 centesimi.
Anche Renzi riconosce la povertà degli stipendi
Anche il premier Renzi ed il MEF hanno riconosciuto nelle cifre sopra citate compensi troppo bassi. Il Governo sta cercando di trovare una soluzione per non svilire la professionalità e la competenze dei docenti.
Quest'ultimi dovrebbero prestarsi al gravoso compito di valutare i propri colleghi e di non sforare con le tempistiche imposte. Resta poi l'annosa questione dell'esclusione dei docenti non abilitati. Dopo avere posto come requisito minimo, con la legge 107/2015, l'ingresso al concorso dei soli possessori di Ssis, Tfa e Pas, il Governo si è visto inondato di ricorsi. A presentarli sono stati i docenti non abilitati, ma che da anni operano all'interno del comparto scuola. Per ora il tutto sembra essersi concluso con un nulla di fatto per loro. Il Tar del Lazio ha dato ragione al Miur e quindi l'ultima opzione disponibile è attendere la risposta del Consiglio di Stato.