Non si placano le discussioni che ruotano intorno al concorso Scuola 2016. Le esternazioni del ministro Giannini non sono piaciute agli abilitati e ai laureati. In particolare modo sono insorti i TFA, ma anche i laureati, che dapprima erano stati ammessi, in un secondo momento si sono visti escludere dal concorso. Perché? Il ministro Giannini fa ricadere tutto sulla legge 107/2015 che consente l'ingresso ai docenti solo se abilitati.

Concorso scuola: gli abilitati e i laureati si ribellano

Grazie alla trasmissione "Mi Manda RaiTre" i grandi esclusi del concorso docenti 2016 hanno potuto finalmente avere la possibilità di esprimere le proprie frustrazioni. A causa della legge 107/2015, a quanto asserisce il ministro Giannini, a potere prendere parte al concorso docenti 2016 sono solo gli abilitati. Esclusi quindi i laureati, ammessi all'inizio, ma poi rettificati e i TFA.

I TFA insorgono in quanto hanno dovuto frequentare un percorso di studio aggiuntivo, mentre lavorano ed a proprie spese, per conseguire l'abilitazione. TFA non è altro che l'acronimo di Tirocinio Formativo Abilitante. Perché ora non è ritenuto più idoneo? Questa è la grande domanda, accompagnata d auna buona dose di rabbia e di delusione, che sorge spontanea a chi è in possesso di tale requisiti.

E i laureati?

Non da meno i laureati che, dopo avere conseguito il diploma di Laurea, vantando anche una buona conoscenza della lingua inglese, requisito, quest'ultimo, ritenuto indispensabile per potere lavorare all'interno del comparto scuola, si sono visti estromessi dal concorso.

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Scuola

La paura più grande è quella inerente i 36 mesi di servizio. La Buona scuola, infatti, prevede che dopo un totale di 3 anni, svolti all'interno degli istituti scolastici, i docenti non possano più avere la possibilità di lavorare. Questo per non incorrere in un abuso di precariato, costato già diverse sentenze al Miur (nonché diversi risarcimenti). Il Miur rimarrà ancora insensibile di fronte alle rimostranze dei TFA e dei laureati facendosi scudo dietro alla legge 107/2015 o agirà in merito?

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