Prosegue il dibattito politico sulla riforma previdenziale, dopo che il Sottosegretario Nannicini durante un'intervista al quotidiano "la Stampa" ha nuovamente aperto alle ipotesi del prestito Inps, scadenzandol'introduzione di un provvedimento all'interno della prossima legge di stabilità. La discussione si è quindi spostata nelmerito delle caratteristiche e dei requisiti utili per poter fruire della flessibilità in uscita, oltre che sulle modalità pratiche per ottenere il pensionamento anticipato. "Capiremo meglio quando avremo un documento scritto" commenta al riguardo il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, sottolineandoche al momento ancora mancano i dettagli sull'iniziativa.

Quello che è certo per l'esponente democratico è che "l'ufficiale pagatore delle Pensioni flessibili deve essere l'Inps e non una banca", esprimendo quindi la propria contrarietà all'ipotesi di garantire i prepensionamenti tramite il ricorso al circuito privato del credito. Uno scenarioportato alle luci della ribalta dallo stesso Sottosegretario Nannicini e sul quale anche i sindacati hanno espresso finora tutta la propria contrarietà.

Pensioni flessibili 2016 - 2017: ampliare la platea dei beneficiari

Altro nodo molto discusso resta quello della platea dei potenziali beneficiari della flessibilità in uscita: il Governo al momento sembra volersi concentrare soprattutto sui lavoratori attorno ai 62-63 anni di età, ma dalla Camera si chiede di estendere il periodo di fruizione dell'opzione ad una classe di età compresa in un arco di tempo dialmeno quattro anni.

Mentre resta da capire come sarà affrontata la situazione dei lavoratori precoci, visto che fino ad ora non sembra essere stata approfondita all'interno del discorso sul prestito pensionistico. Per quanto concerne invece il nodo delle penalità da applicare sul futuro assegno dei pensionandi "è giusto che siano più basse o inesistenti per chi prende meno, ma almeno fino ai 2mila euro mensili non si può superare il 2% che noi abbiamo indicato nella proposta di legge" concludel'On.

Damiano, ricordando che nulla di ciò dovrà essere applicato ai lavoratori precoci.

Riforma pensioni: petizione per proposta di legge n. 857/2013 supera le 39000 firme

Nel frattempo arrivano importanti novità anche sullapetizione riguardante labozza di legge n. 857 ad opera degli On. Damiano, Gnecchi ed altri e depositata nel 2013 presso la Commissione lavoro della Camera.

I dati aggiornati mostrano il continuo sostegno dei lavoratori all'ipotesi di garantire i pensionamenti anticipati con il meccanismo della quota 97 e dell'uscita per i precoci una volta raggiunti i 41 anni di contribuzione, senza l'applicazione di ulteriori penalizzazioni. Gli ultimi dati indicano che è stato superato il traguardo delle 39mila firme complessive, di cui 12mila raccolte attraverso i moduli cartacei e più di 27mila tramite il sito webprogressi.org/pensioni.I Parlamentari ricordano achi non lo avesse già fatto che risulta ancora possibile aderire, al fine di dare forza e sostegno all'iniziativa.

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