Le ultime novità sulle pensioni aggiornate ad oggi 3 settembre ci riportano le dichiarazioni del ministro Padoan e l'immediato futuro dei lavoratori precoci. Nella giornata di ieri vi avevamo parlato delle parole di Ivan Pedretti (Spi-Cgil), fortemente critico, così come il leader della Cgil Susanna Camusso, sull'Ape, l'anticipo pensionistico studiato dal governo al centro della nuova riforma delle Pensioni per il prossimo anno. Decisivi, in tal senso, gli incontri di settembre tra esecutivo e sindacati. Necessario trovare la quadra il prima possibile.

Pensioni, Padoan fiducioso. Lavoratori precoci in attesa

Le ultime notizie sulle pensioni tengono conto delle parole di Padoan, intervenuto al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Nonostante i recenti dati indichino una situazione del Pil sostanzialmente fermo (crescita zero), il numero uno del Mef ha ribadito l'impegno del governo ad andare avanti nella politica di crescita, stanziando quelle risorse disponibili per aumentare lo sviluppo ma non solo.

Nel suo intervento Padoan ha fatto riferimento anche ai pensionati, parlando specificamente di riguardo alle esigenze di quest'ultimi. Esigenze che si tramutano nell'aumento delle pensioni minime, una delle misure più chiacchierate, tra virgolette, nelle ultime settimane, con le risorse destinate al pacchetto previdenziale che dovrebbero consentire al governo la realizzazione di questo punto, un primo passo a "sinistra", come auspicato da più tempo dall'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano.

Oltre a ciò, la prima fase della riforma pensioni del governo Renzi dovrebbe prevedere l'introduzione della pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi. Tutti i segnali ci portano a questa direzione. Pensione anticipata che verrà chiamata con Ape, il cui meccanismo è già noto, non sempre positivamente parlando, agli occhi dei lavoratori, i quali per uscire prima dal lavoro dovranno chiedere un prestito alla banca, per poi restituirlo in vent'anni.

Nei prossimi giorni sono attese ulteriori novità in merito.

Si parla poi delle ricongiunzioni gratuite, con il superamento delle spese previste per la ricongiunzione dei contributi versati in casse diverse. Tale misura era auspicata, anche questa, da Damiano. Qualora dovesse ricevere, come sembra, il semaforo verde, l'esponente dem non potrà far altro che applaudire la scelta del governo.

Intanto si continua a parlare, come intervento possibile, dell'innalzamento della no tax area. Anche in questo caso la spesa sarebbe tale da rientrare nei 2 miliardi complessivi del costo dell'intero "pacchetto".

Restano alla finestra intanto i lavoratori precoci. La loro questione è ormai nota a tutti. Sia ai sindacati, sia al governo, sia alle persone comuni. Negli ultimi tempi la loro posizione "politica" è assai cresciuta, tanto da ottenere un incontro con il sottosegretario Nannicini. A questo proposito, segnaliamo che i precoci hanno ottenuto un incontro proprio con Nannicini, in un arco temporale compreso tra il 9 e il 15 settembre, dopo che l'esecutivo avrà già ascoltato i sindacati.

Al centro del colloquio ci saranno le pensioni dei precoci, con quota 41 che, da quanto è possibile intuire, si allontana in maniera preoccupante. I precoci nutrono ancora qualche speranza nel bonus contributivo di 4/6 mesi per ogni anno di contributi prima del compimento dei 18 anni, misura che è presente sul tavolo dell'esecutivo. Per aggiornamenti sul tema delle pensioni e sull'incontro precoci-Nannicini cliccate Segui in alto a destra.