Tutti contro il presidente dell'Inps Tito Boeri nel quadro del dibattito sulla riforma Pensioni introdotta nella legge di Bilancio, sulla quale ancora si aspettano risposte certa in materia di salvaguardia esodati e proroga opzione donna nonché chiarimenti sulla quota 41 per i lavoratori precoci. Dopo il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e il presidente della commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati Cesare Damiano, a replicare al presidente dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale è oggi Yoram Gutgeld, economista israeliano, parlamentare del Partito democratico, commissario per la spending review nonché fidatissimo consigliere economico del presidente del Consiglio.

Pensioni e conti pubblici, intervento di Yoram Gutgeld

"Sull'arco temporale di cui si parla - ha spiegato Gutgeld replicando a Boeri - questa riforma aumenta la spese per pensioni di poco più di due miliardi l'anno. È meno - ha sottolineato il commissario per la spending review - dell'1% dell'ammontare della spesa pensionistica". Sottolineando che il suo piano di riforma pensioni che prevedeva tagli alle pensioni d'oro, aumenti degli assegni minimi e nuovi elementi di flessibilità in uscita dal lavoro per la pensione anticipata, Boeri aveva criticato la riforma pensioni targata Renzi/Poletti perché produrrebbe, a suo dire, un ulteriore debito previdenziale di 20 miliardi di euro.

Debito che, sempre secondo Boeri, sarebbe destinato a salire ancora fino 44 miliardi se tutti gli interventi previsti dovessero essere confermati così come sono anche dopo l'anno 2018. Per Yoram Gutgeld la riforma pensioni del Governo Renzi è sostanzialmente sostenibile anche perché non va a rottamare la legge Fornero, una garanzia per i conti pubblici fino al 2020.

Il deputato del Pd spiega: ritocco relativamente modesto

Si tratta di "un ritocco relativamente modesto - ha spiegato oggi in un'intervista pubblicata sul Corriere della Sera - mirato alle fasce sociali più in difficoltà e ai lavoratori in alcune categorie usuranti per le quali - ha sottolineato Tito Boeri - l'età pensionabile della riforma Fornero è eccessiva". Il presidente dell'Inps aveva tra l'altro proposto all'esecutivo la riduzione delle pensioni alte, le cosiddette pensioni d'oro, nella parte non finanziata dai contributi dei beneficiari ma calcolata con il sistema retributivo.

"La sua proposta - ha ricordato Gutgeld nell'intervista al Corriere della Sera - prevedeva un ricalcolo dei contributi delle pensioni formulate sulla base sul sistema di calcolo retributivo. Ma temo che i dati necessari per il ricalcolo - ha aggiunto il deputato del Partito democratico - non siano disponibili con un livello di certezza che possa passare - ha spiegato - il vaglio dei tribunali". Tutti contro Boeri, dunque, sulla riforma pensioni. Se passerà questa legge previdenziale così com'è, l'economista bocconiano chiamato da Renzi anche per seguire il processo di riforma delle pensioni, continuerà a guidare la presidenza dell'Inps o rassegnerà le dimissioni?

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