La manovra finanziaria o Legge di Bilancio ha finito il suo iter ed è stata approvata anche dal Senato. Il pacchetto previdenziale in essa contenuto è rimasto inalterato rispetto a quanto fuoriuscito alla Camera, pertanto è possibile avere un quadro preciso delle misure introdotte e di tutte le novità. Nel 2017 potranno lasciare il lavoro e andare in quiescenza coloro che svolgono attività lavorative che per la loro natura, vengono considerate logoranti. Si tratta del diritto a lasciare il lavoro anticipatamente in base a misure vecchie e nuove relative ai lavori usuranti o gravosi.
Le novità APE e Quota 41
Il Governo ha pensato di creare un nuovo gruppo di attività lavorative che consentiranno l’uscita dal lavoro a partire dal prossimo 1° maggio, grazie a due nuovi strumenti previdenziali, l’APE e Quota 41. Sono 11 le attività considerate gravose e sono:
- maestre di asilo
- infermieri e ostetriche delle sale operatorie
- camionisti e conduttori di mezzi pesanti
- facchini
- edili
- macchinisti dei treni
- gruisti
- conciatori di pelli
- operatori ecologici
- personale di assistenza a soggetti non autosufficienti
- addetti alle pulizie
Tutti questi lavoratori, potranno lasciare il lavoro con l’APE sociale, quella per cui la pensione sarà senza penalizzazioni. In pratica, il prestito bancario che sta alla base dell’APE, non verrà restituito alle banche da questi lavoratori, ma sarà onere in carico allo Stato.
Per rientrare nell’anticipo pensionistico però, sarà necessario avere 63 anni di età e 36 di contributi. Il limite di età non è fondamentale se si è raggiunto 41 anni di contributi, dei quali, almeno uno versato prima dei 19 anni di età. In questo caso, questi lavoratori potranno beneficiare della Quota 41, la pensione anticipata per i precoci. Un paletto importante è l’aver svolto continuativamente tali attività nei 6 anni precedenti la domanda di pensionamento, vincolo che sembrava in procinto di essere eliminato nella discussione sulla manovra in Senato, ma che la Crisi di Governo ha reso impossibile.
Altra storia gli usuranti
Restano sempre in piedi le misure per tutelare persone impegnate in lavori usuranti, misure del 2008 che la Fornero prima e la nuova Legge di Bilancio oggi, hanno solo parzialmente modificato.
L’uscita consentita dal lavoro in questo caso è a 61 anni e 7 mesi di età con 35 di contributi. Le attività usuranti non hanno niente a che fare con le gravose di nuova concezione. I lavori usuranti così come sono riconosciuti dall’INPS sono:
- Lavori in cave, miniere, gallerie, ad alte temperature, in cassoni ad aria compressa e simili
- Lavori in catena di montaggio con attività cicliche e ripetitive
- Autisti di mezzi adibiti al trasporto di persone in numero minimo di 9
- Lavoratori notturni
I requisiti anagrafici e contributivi sono soggetti al meccanismo delle quote, perché sarà necessario raggiungere quota 97,6. Necessario inoltre che le attività usuranti siano state espletate in 7 degli ultimi 10 anni di lavoro o per la metà della vita lavorativa.
Per rientrare nel lavoro notturno invece è necessario lavorare 3 ore nel lasso di tempo che va dalla mezzanotte alle 5 del mattino per l’intero anno lavorativo. In alternativa, vengono considerati notturni i lavoratori che per almeno 78 giorni all’anno, svolgono 6 ore di lavoro nel lasso di tempo prima citato. Al diminuire delle giornate di lavoro considerate notturne, non si perde il diritto alla pensione, ma aumenta la quota da raggiungere per lasciare il lavoro, sempre che le giornate di lavoro considerate notturne non scendano sotto le 64. La nuova Legge di Bilancio infine ha eliminato il meccanismo delle finestre mobili che posticipava la decorrenza della pensione di un anno per questi lavoratori. Inoltre, sempre dalla manovra finanziaria, sono stati fermati gli adeguamenti alla speranza di vita che saranno quelli di oggi fino al 2027.