La storia è iniziata tempo fa quando il governo decise di non rivalutare le Pensioni. Il blocco della rivalutazione, stabilito dalla Riforma 2011, era rivolto a tutti i trattamenti superiori a tre volte il minimo. La Corte dei Conti dopo qualche tempo si espresse intimando al Governo di restituire quanto indebitamente trattenuto dallo Stato. Il ministro Poletti e Renzi optarono per una soluzione parziale restituendo solo parzialmente il dovuto. I pensionati furono quindi costretti a fare un nuovo ricorso ed adesso si attende la nuova risposta della Consulta.

Ma nel frattempo è successo che per effetto del termine dei 5 anni, dal 2017 inizieranno a prescriversi i ratei maturati nel 2012 per i pensionati coinvolti nel blocco della perequazione nel biennio 2012-2013. Per questo motivo i Sindacati confederati CGIL, CISL e UIL stanno esortando i pensionati a fare una istanza per bloccare gli effetti delle prescrizione.

Questo perché i sindacati pensano, nel caso in cui la Consulta decidesse l’incostituzionalità del decreto Poletti, che i pensionati annullino la possibilità di ricevere la rivalutazione per decorrenza dei termini: i ratei pensionistici si prescrivono in cinque anni e non più in 10 anni.

Quindi poiché stiamo parlando anche della rivalutazione dell’anno 2012, l’anno in cui scatta la prescrizione è il 2017.

Ma è un rischio reale o solo un' ipotesi ?

In realtà il rischio è solo teorico. Questo perché la Corte Costituzionale non si è ancora espressa e quindi non si sa quale sarà il pronunciamento sulla legittimità del decreto Poletti. E se la Corte Costituzionale dovesse decidere positivamente non ci sarebbe nessun bisogno di fare ricorso.

Ma per chi volesse farlo per interrompere i termini di prescrizione deve fare, se si tratta di pensionati del pubblico impiego, fare ricorso alla Corte dei Conti mentre se si tratta di pensionati dell'impiego privato bisogna rivolgersi al giudice del lavoro della provincia di residenza. E comunque bisogna ricordarsi che fare ricorso non significa ricevere gli arretrati.

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