Le ultimissime novità sulle pensioni anticipate 2017 e sui lavoratori precoci al 20 Gennaio giungono direttamente dalla risposta che ha fornito il sottosegretario al Welfare, Massimo Cassano, rispondendo ad una interrogazione parlamentare presentata dall'onorevole Maria Luisa Gnecchi, i dettagli e le novità sulla possibilità di avviare uno studio sulla revisione della speranza di vita.
Pensioni precoci e anticipate 2017: verso revisione speranza di vita?
Il Governo sembra per una volta dare retta alle richieste dei lavoratori iscritti al gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti' che da tempo si battono non solo per poter andare in pensione con la quota 41, indipendentemente dall'età, ma per ottenere l'abolizione o quanto meno una revisione della speranza di vita.
Sostenendo che i lavori non sono tutti uguali e che la gravosità dei mestieri svolti influenzino l'aspettativa di vita, che va scemando tanto più gravoso è il mestiere svolto nell'arco della propria vita. Finalmente ora il Governo Gentiloni è pronto ad avviare uno studio che miri a rapportare il rischio di mortalità allo svolgimento di mestieri gravosi. A darne notizia nel corso di un'interrogazione parlamentare presentata in Commissione Lavoro dall'onorevole Pd Gnecchi è stato il sottosegretario al Welfare Cassano. Lo studio, ha precisato Cassano, verrà promosso dal Ministero che è intenzionato, con la collaborazione di Inps ed Inail, a comprendere l'analisi del differenziale di mortalità imputabile all'attiva svolta dal lavoratore nell'arco della propria vita.
Nello specifico si cercherà, attraverso un tavolo tecnico, creato ad Hoc o di un osservatorio, di monitorare e individuare le attività maggiormente usuranti al fine di elaborare le stime che possano diversificare l'aspettativa di vita in base al mestiere svolto.
Novità Pensioni anticipate e precoci: si attende la fase due del confronto tra Governo e sindacati
La questione della speranza di vita ha ricordato Maria Luisa Gnecchi non è più rinviabile e dovrà necessariamente essere trattata nel corso della seconda fase del confronto col Governo e sindacati. Si confida dunque, vista l'apertura del Governo sulla spinosa questione, che almeno su questo aspetto la spuntino i lavoratori precoci che da tempo fanno leva sull'abolizione o quanto meno rimodulazione in base alla tipologia di lavoro svolto.
Un risultato analogo è già stato conseguito grazie all'approvazione della Legge di Bilancio 2017, ove si stabilisce lo stop dell'adeguamento alla speranza di vita fino al 31/12/2026 per gli addetti alle mansioni usuranti e per coloro che svolgono mansioni notturne.