Sono appena trascorse poco più di 24 ore dall'incontro del 21 febbraio fra Governo e Rappresentati Sindacali, il primo della Fase2, e già si parla dei futuri appuntamenti, fissati nel prossimo mese di Marzo. Gli "attori" della concertazione hanno posto l'attenzione sulle misure contenute nell’ultima legge di bilancio, a cominciare dalla decorrenza dell’Ape, la cui entrata in vigore è assicurata per il 1° maggio.

Riforma pensioni, al via i provvedimenti attuativi per l'APE

Alla vigilia dell'incontro di ieri, il Segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, aveva dichiarato in un'intervista a 9colonne.it che "l'esecutivo può affrontare alcune emergenze e dare contemporaneamente il segnale di quella che dovrebbe essere la prospettiva", intendendo, fra le emergenze appunto, il tema delle Pensioni.

Durante i lavori, sono stati fissati i punti principali da sviluppare nei prossimi giorni, in sostanza tre i Dpcm ("Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri") da rispettare entro il 1° marzo:

1) messa a punto dell’Anticipo pensionistico;

2) Ape sociale per lavoratori applicati ai lavori usuranti e ai disoccupati;

3) accesso agevolato alla pensione per i lavoratori precoci.

E per le donne, sfumata Opzione Donna, quali prospettive?

In sostanza, con l'avvio del mese di maggio, si concluderà la Fase1 della riforma con l'applicazione dei decreti attuativi su APE volontaria e sociale e, contestualmente, scatterà la Fase2, che si concentrerà sul lavoro dei giovani e le loro future pensioni, sulle aspettative di vita e sul lavoro di cura delle donne.

Proprio quest'ultimo punto focalizza l'attenzione delle tante donne rimaste escluse dall'estensione di Opzione Donna (non chiamiamola "proroga") in quanto molte di loro si dedicano, oltre che ai propri impieghi, anche al Caregiver familiare, sostituendosi in tutto o in buona parte a quelli che dovrebbero essere i buoni servizi di uno Stato attento alle esigenze delle persone anziane, disabili, non autosufficienti.

Si prospetta l'introduzione di un bonus collegato alla contribuzione figurativa, considerato il fatto che nella maggior parte dei casi sono proprio le donne che sono costrette a carriere discontinue, spesso con lacune contributive, in virtù degli impegni familiari di assistenza e cura.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 1° marzo e, a seguire, già programmate le date del 9 e del 23.

Si continua a sperare e a lottare, anche grazie ai Movimenti e Comitati tutti al femminile presenti sui social, gestiti da tante donne che, come loro stesse continuamente affermano "non mollano".

Staremo a vedere.

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