Conviene lavorare in Italia? No, almeno stando ai risultati dell'indagine Global 50 Remuneration Planning, condotta dall'azienda di consulenza Willis Towers Watson. I lavoratori italiani guadagnano come i colleghi europei. Il problema è il potere d'acquisto, decisamente basso a causa dell'elevato costo della vita.

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Tassazione e costo della vita alle stelle, dunque, sono i fattori che fanno calare non poco il potere d'acquisto degli stipendi italiani, che si piazza agli ultimi posti in Europa, dopo quelli, ad esempio, di Irlanda, Francia e Austria.

Tasse e costo della vita 'soffocanti'

I lavoratori italiani percepiscono uno stipendio che rientra nella media europea ma le tasse e il costo della vita riducono notevolmente la capacità di fare acquisti. Ciò rende complicato, per tanti italiani, arrivare a fine mese.

Potere d'acquisto minimo per i lavoratori italiani
Potere d'acquisto minimo per i lavoratori italiani

A soffrire non sono solamente gli operai e gli impiegati ma anche chi ricopre funzioni manageriali. Per ottenere un potere d'acquisto elevato bisogna lavorare in Svizzera. In tale nazione, sebbene vi sia stato un lieve calo delle retribuzioni, il potere d'acquisto resta alto perché il costo della vita è basso, così come la pressione fiscale. Non è colpa delle retribuzioni, dunque, se molte famiglie italiane non riescono ad arrivare a fine mese. In Italia la pressione fiscale ha raggiunto livelli esorbitanti. Per non parlare del costo della vita.

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Divario tra nord e sud Italia

Secondo un'analisi compiuta l'anno scorso da Gfk, sul trend del potere d'acquisto in Europa, esistono nazioni in cui il potere d'acquisto è aumentato più del 5%, come Bulgaria, Romania e Lettonia. I Paesi, invece, con potere d'acquisto medio più elevato sono Svizzera, Liechtenstein e Lussemburgo. In Italia c'è un forte gap tra Nord e Sud. Non è una novità. Milano, Trieste, Bologna e Bolzano sono alcune delle città del Belpaese dove i lavoratori faticano meno ad arrivare a fine mese.

Il centro più in affanno, invece, è Crotone. Insomma, il Sud resta al di sotto della media europea in tema di costo della vita e capacità d'acquisto; il Nord al di sopra. Nulla di nuovo.

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