Le ultime notizie sulla riforma delle pensioni 2017, ad oggi 2 marzo, sono relative all'incontro governo-sindacati in merito ai decreti attuativi che l'esecutivo sta perfezionando in vista del varo definitivo. L'incontro di ieri può essere definito come un incontro interlocutorio: il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, ha confermato che il confronto andrà avanti il prossimo 13 marzo. In sostanza, il governo avrebbe acconsentito all'idea di far riferimento alla mansione del lavoratore e non al settore dell'azienda per la definizione della platea di beneficiari dell'uscita anticipata attraverso l'APE sociale e la quota 41 per i precoci.
Ultime notizie pensioni 2 marzo 2017: decreti attuativi su Ape e precoci, confronto governo-sindacati
Resta, invece, ancora da definire la questione riguardante i dipendenti disoccupati per scadenza di un contratto a tempo determinato che, secondo quanto indicato dalla legge di bilancio 2017, dovrebbero rimanere fuori dall'APE sociale e dalla quota 41. I sindacati hanno, inoltre, sottolineato come anche i lavoratori autonomi che hanno cessato la propria attività per effetto della crisi rischiano di essere tagliati fuori dall'agevolazione, anche perchè non è stata disposta la proroga dell'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale.
Riforma pensioni 2017 ultime notizie: dichiarazioni Tito Boeri su APE volontario
Per quanto concerne l'APE volontario, l'impressione è che la questione non possa essere risolta entro breve tempo e lo stesso presidente dell'Inps, Tito Boeri ha sottolineato come lo strumento possa costituire un'incognita per il lavoratore: 'Mi auguro che dia una possibilità vantaggiosa per molti lavoratori, un'opportunità in più - ha dichiarato Boeri, ricordando, comunque, che l'effettiva appetibilità dipenderà soprattutto dalla definizione degli accordi con le banche e le assicurazioni.
'E' una cosa importante ogni qualvolta si concede libertà di scelta ai lavoratori' ha dichiarato Boeri, sottolineando comunque come l'Inps non possa avere alcuna possibilità di intervento sugli enti.
Un'altra questione che dovrà essere risolta è quella inerente alla speranza di vita, anche perché potrebbero innescarsi dei meccanismi controversi sulle platee dei lavoratori nati tra il '54 e il '55: a questo proposito, per evitare che si ripetano errori commessi in passato, bisognerà tener conto dei lavoratori del comparto scuola che hanno l'uscita fissa al 1° settembre e, dunque, diversa dagli altri lavoratori.