Cresce l'attesa per il prossimo confronto tra Governo e sindacati fissato nella giornata di lunedì 13 marzo 2017. Restano infatti ancora da affinare tramite i decreti attuativi le misure previste dal legislatore all'interno della legge di bilancio 2017, mentre sullo sfondo si avvicina sempre più la data del primo maggio, fissata come punto di avvio per l'anticipo pensionistico (APE). Sulla vicenda si è in attesa di conoscere quale sarà il perimetro definitivo delle misure di sostegno per i contribuenti che vivono situazioni di disagio, stante che i sindacati hanno chiesto un allargamento della platea sia per quanto concerne l'anticipo pensionistico social, sia in merito alla quota 41 per i lavoratori precoci. Vediamo insieme quali sono i punti caldi della discussione partendo dalle richieste in arrivo dalle parti sociali.

APE sociale: ridurre i requisiti contributivi

Le richieste dei sindacati riguardo l'APE sociale puntano tutte alla riduzione dei requisiti contributivi di accesso alla misura, per la verità piuttosto ristretti se confrontati con il medesimo requisito previsto con l'APE volontaria. Dai 20 anni di versamenti di quest'ultima si passa infatti ai 30 o 36 anni di contribuzione rispettivamente per disoccupati, invalidi, caregivers (nel primo caso) e per chi ha svolto lavori difficoltosi o rischiosi (nel secondo caso).

Vincoli che di fatto rischierebbero di escludere intere categorie di lavoratori in difficoltà, come nell'esempio degli edili portato avanti dalla Cgil. Persone che rischiano di restare a lavorare sulle impalcature pur avendo oltre 60 anni di età e con la prospettiva per alcuni di poter fruire dell'agognata quiescenza solo a ridosso dei settant'anni. Sull'APE è tornato ad esprimersi nelle ultime ore anche il Presidente dell'Inps Tito Boeri, definendola come "una grande sfida per l'istituto.

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Soprattutto per l'Ape volontaria, perché cambia la natura del nostro servizio". Al riguardo, il tecnico ha spiegato che "abbiamo bisogno di risorse, in termini di qualità e di competenze che oggi non abbiamo. Bisogna dare informazioni giuste e adeguate, perché sono scelte complesse e le persone devono essere messe in condizione di decidere".

Lavoratori precoci: ancora tanti i soggetti esclusi

Anche per i lavoratori precoci il confronto si gioca sulle richieste di ampliamento della platea.

I potenziali beneficiari della quota 41 devono infatti superare almeno due vincoli per poter ottenere il pensionamento indipendentemente dall'età anagrafica. Al momento bisogna aver maturato almeno un anno di versamenti prima del 19mo anno di età, oltre ad essere compresi all'interno di specifiche categorie indicate in Manovra (disoccupati, invalidi, caregivers, lavoratori impiegati in attività difficoltose o professioni rischiose).

A ciò si aggiunge il fatto che i lavoratori precoci con una carriera lavorativa discontinua sembrano al momento esclusi dalla possibilità di far valere il cumulo gratuito per raggiungere i 41 anni di versamenti utili alla fruizione della misura, pur disponendo di tutti gli altri requisiti previsti dalla norma di legge.

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