Di decreti attuativi per APE e Quota 41 nessuna traccia. In assenza di questi atti ufficiali che, senza ulteriori ritardi, dovrebbero essere emanati in settimana, dagli ambienti politici fuoriescono indiscrezioni su quelli che saranno i contenuti dei decreti. Una data in calendario è quella del 4 aprile, giorno in cui si terrà l’ennesimo incontro tra Governo e parti sociali. Alcune novità delle ultime ore, ancora prive di conferme, sembrano essere molto importanti.

Pubblicità
Pubblicità

Ecco il punto della situazione in vista del summit, nella speranza che domani, vengano messi nero su bianco i decreti delle due novità in partenza dal 1° maggio.

Si parla di graduatorie

Il perimetro di applicazione di APE e quota 41 è chiaro e pertanto, il Governo può già ipotizzare cosa andrà a spendere di soldi pubblici e soprattutto, se le coperture economiche stanziate per APE e quota 41 possano bastare. L'APE volontaria, quella a carico completo dei pensionati, non desta preoccupazione alcuna, proprio perchè quasi del tutto, autofinanziata.

Per quota 41 ed APE assistenziale, il tema dei conti pubblici risulta essere importante. Probabilmente questo è il motivo del ritardo con cui si stanno emanando i decreti attuativi, che ricordiamo, dovevano uscire entro il 2 marzo. Dalle stanze del Governo smorzano la preoccupazione confermando come i soldi ci siano per tutti. Il problema è che sembra che le misure non partiranno subito per tutti. La via tracciata dovrebbe portare all’avvio delle misure scaglionato, in base ad una graduatoria legata all’età.

Pubblicità

Misure non uguali per tutti

Le ultime dichiarazioni di Damiano, ma anche di altri esponenti politici, tranquillizzano coloro che aspettano con ansia le due novità previdenziali. Le risorse disponibili sono 300 milioni per l’APE sociale e 360 milioni per quota 41. L’APE sociale e quota 41 sono appannaggio di disoccupati senza ammortizzatori sociali da 3 mesi, invalidi e con invalidi a carico, purché con il 74% di disabilità accertata e lavoratori impegnati in attività gravose.

Per permettere un avvio più rapido delle misure, si pensa a spalmare nel tempo la possibilità di presentare le domande. La prima finestra utile dovrebbe essere dal 1° maggio al 30 giugno, per aprirne una seconda, probabilmente entro fine anno. I criteri con cui verranno scaglionate le domande sembravano vertere sullo status di disoccupazione, cioè aiutando in maniera prioritaria i senza reddito da tempo. Nelle ultime ore invece, appare prendere campo la proposta di creare graduatorie in base all’età.

Pubblicità

La confusione su come scaglionare i probabili richiedenti dei due anticipi è ancora tanta. Le graduatorie in base all’età favorirebbero per prima quelli più anziani, ma allora no si comprende bene la natura delle due misure. Ma allora, non tutti potranno uscire davvero a 63 anni come prevede l’APE social? Lo stesso discorso per quota 41 che non dovrebbe essere legata all’età perché tratta l’anticipo della pensione di anzianità concessa a lavoratori precoci.

Pubblicità

Leggi tutto