"Abbiamo incontrato i sindacati sulle problematicità riferite alle Pensioni dei più giovani, collegate alle carriere discontinue, all'entrata in ritardo nel mercato del lavoro". È quanto ha riferito il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, a margine dell'ultimo incontro con i sindacati basato sulla Fase 2 dell'accordo siglato lo scorso settembre.

Prossimo incontro fissato il 4 maggio

ll prossimo incontro è stato fissato per il 4 maggio, giorno in cui si discuterà delle problematiche legate alle difficoltà delle giovani generazioni di cimentarsi nel mondo lavorativo, oltre al futuro previdenziale di coloro che già lavorano, ma che spesso hanno carriere discontinue.

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Nell'attesa di questo meeting, si attendono i decreti attuativi su Ape e Quota 41 che, stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbero arrivare entro Pasqua.

In arrivo la franchigia di 12 mesi

I decreti dovrebbero riguardare in particolar modo i requisiti per accedere all'Ape Sociale e al meccanismo di Quota 41. Il Governo Gentiloni, infatti, potrebbe varare i Dpcm che introdurrebbero i requisiti ridotti per i lavoratori che svolgono mansioni prevalentemente usuranti. Per costoro, infatti, è richiesto il versamento di almeno 36 anni di contributi, di cui gli ultimi 6 anni devono essere in via continuativa.

Questo requisito potrebbe essere reso più flessibile dopo l'introduzione di una franchigia di 12 mesi, che permetterebbe ai lavoratori che svolgono mansioni gravose di accumulare i 6 anni in via continuativa negli ultimi 7 anni, allargando così la platea dei beneficiari.

Rimane fondamentale ricordare che la Legge di Stabilità 2017 ha stabilito gli undici profili professionali che rientrerebbero nella categoria delle mansioni usuranti. Si tratta degli addetti alla linea di catena, dei lavori ad alte temperature, degli addetti alla lavorazione del vetro cavo, dei lavoratori alla catena di montaggio, dei lavori svolti dai palombari, dei lavoratori organizzati in turni notturni e degli addetti all'esportazione all'amianto.

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Fra i sindacati, invece, c'è una certa delusione in seguito al rifiuto, da parte dell'esecutivo, di accogliere la richiesta inerente la franchigia di 24 mesi. Inoltre risultano ancora penalizzati i disoccupati con contratti a termine, visto che non avranno diritto di accesso all'Ape Sociale e alla Quota 41. Il Governo, infatti, ha respinto la proposta avanzata dalle parti sociali, che sarebbe venuta incontro anche a questa categoria di lavoratori.