I decreti attuativi di Ape sociale e Quota 41 sono pronti ed emanati dal Consiglio dei Ministri. Adesso si è in attesa del loro ultimo passaggio, cioè della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cosa che appare imminente. Dopo la loro entrata in vigore, sarà compito dell’Inps emanare una circolare che, nel dettaglio, spieghi le modalità di applicazione delle due nuove misure e che dia il via libera alle domande. I decreti sono piuttosto chiari ed alcuni punti sono stati rimarcati per evitare che l’Inps, come al solito, nell’emanare la circolare, dia alle misure interpretazioni diverse e restrittive rispetto a quelle che sono state previste dal Governo.

Un dubbio che attanaglia quanti si stanno mettendo a fare la conta sui propri contributi versati, per capire in quale delle due misure si può rientrare è proprio su quali contributi siano utili al calcolo.

Contributi necessari diversi

Su Ape e quota 41 si è scritto e detto tutto ed il contrario di tutto. Troppo importanti le due misure e i troppo lunghi tempi di attesa, hanno gonfiato Ape e quota 41 di dubbi ed incertezze. Le proposte di correttivi e le interpretazioni ai decreti durante il loro iter, hanno alimentato il timore che non tutti i contributi che un lavoratore aveva versato fossero considerati validi per le due misure. Prima di tutto va ribadito come per quota 41, come dice la parola stessa, servono 41 anni di contributi di cui uno prima dei 19 anni di età.

La misura è uno sconto rispetto alla attuale pensione anticipata che si centra a 42 anni e 10 mesi di età. Cosa risaputa è che non basta raggranellare i contributi necessari, ma bisogna essere anche disoccupati, invalidi, caregivers o lavoratori impegnati in attività logoranti.

I requisiti per l'Ape sociale

Per platea di applicazione, lo stesso vale per l’Ape sociale, cioè le stesse categorie a cui è destinata la quota 41 rientrano nell’altra misura.

In questo caso però, necessari sempre 63 anni di età minima e 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o con invalidi a carico, mentre 36 per i lavori gravosi. L’Ape sociale invece è l’anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia, quella che ha requisiti anagrafici pari a 66 anni e 7 mesi e contributivi pari a minimo 20 anni.

Dentro anche i figurativi

La pensione anticipata istituita dalla Fornero in sostituzione di quella di anzianità e la pensione di vecchiaia, sono misure per centrare le quali valgono tutti i contributi. In pratica, per centrare le uscite, ai lavoratori è concesso di utilizzare la contribuzione a qualsiasi titolo versata presso l'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, le gestioni dei lavoratori autonomi (le casse per artigiani, commercianti e agricoltori), le gestioni sostitutive ed esclusive, la gestione separata Inps e quelli figurativi. Dalle indiscrezioni che accompagnavano le nuove misure, sembrava che questa possibilità non venisse estesa anche ad Ape o quota 41 e che quindi, al fine di raggiungere i 30, 36 o 41 anni di contributi necessari, sarebbero stati presi in considerazione solo i contributi effettivi, senza possibilità di cumulo per le carriere discontinue in diverse casse previdenziali e senza poter utilizzare i contributi figurativi.

L’Art. 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle nuove misure invece, apre alla possibilità di utilizzare tutta la propria contribuzione per centrare i contributi necessari.

Il cumulo dei contributi è gratuito

In pratica, ad esclusione dei versamenti nelle casse professionali, quelle per dottori o avvocati, tanto per citarne qualcuna, tutti i contributi versati in diverse casse previdenziali potranno essere cumulati gratuitamente per raggiungere i relativi requisiti contributivi. Anche per Ape e quota 41 quindi, la pensione sarà pagata pro quota da ciascuna cassa previdenziale. In pratica, l’assegno che erogherà l’Inps sarà formato da tante quote di pensione quante sono le casse previdenziali dove si sono effettuati i versamenti, ciascuna con le proprie regole ed i propri importi.

Inoltre, per centrare i requisiti, sarà possibile utilizzare anche i contributi volontari, da riscatto e figurativi, come lo sono le maternità, il servizio militare o quelli per le disoccupazioni indennizzate Inps.

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