Il confronto tra Governo e sindacati sul tema previdenziale stenta a decollare. Usa parole forti il segretario confederale della Cgil Ghiselli, che si dice preoccupato a margine del nuovo incontro al ministero del Lavoro per discutere sui temi della riforma. Preoccupazione manifestata già nei giorni scorsi, in merito ai ritardi delle misure come Ape sociale e quota 41 dei lavoratori precoci, anche se quest'ultima in una forma limitata.

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Il parere negativo della commissione speciale del Consiglio di Stato non ha fatto altro che peggiorare la situazione, causando un nuovo rinvio sulla partenza non soltanto dell'anticipo pensionistico agevolato e della "pensione anticipata" dei precoci, ma anche per l'Ape volontario e Rita.

Cgil denuncia il ritardo su Ape sociale e lavoratori precoci

Al termine dell'incontro di ieri pomeriggio, Roberto Ghiselli della Cgil ha espresso alcuni concetti di cui si era già avuto modo di discutere in precedenza.

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Il fatto che siano stati, nella sostanza, ripetuti a distanza di qualche settimana, non fa altro che provocare malumori all'interno sia del sindacato che degli stessi lavoratori interessati alle due misure previdenziali inserite nel testo della Legge di Stabilità per il 2017 e che sarebbero dovute partire dal 1° maggio, scadenza però non rispettata dal Governo. Per Ghiselli "si stenta a chiudere la fase uno, in particolare - ha sottolineato il segretario - la parte relativa all'Ape sociale e gli interventi per i lavoratori precoci".

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Pensioni

Da sottolineare la parola "interventi" e non quota 41. La motivazione potrebbe essere dettata dalla volontà del sindacato di ottenere in questa prima fase il massimo per i precoci, che richiedono tra le altre cose anche l'abolizione dell'aspettativa di vita, elemento che è strettamente collegato con il momento dell'uscita dal mondo del lavoro. Proprio ieri abbiamo discusso del fatto che a partire dal 2019 l'età pensionabile potrebbe essere spostata a 66 anni e 11 mesi, dagli attuali 66 anni e 7 mesi fissati dalla Legge Fornero.

Proseguendo nella sua analisi, Roberto Ghiselli ha spiegato che i sindacati hanno pressato il governo nel velocizzare la pratica per rendere operativi il prima possibile "i decreti su Ape sociale e i lavoratori precoci", prendendo in considerazione il fatto che i continui ritardi possano arrecare considerevoli danni a migliaia di lavoratori. Dunque il caso dei precoci continua ad essere al centro del dibattito previdenziale, così come la previdenza giovanile, la cui discussione rientra nella fase 2 dei colloqui tra le parti sindacali e gli esponenti del Governo Gentiloni.

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Ghiselli l'ha indicata per prima, nell'elenco delle questioni da affrontare nella seconda fase del confronto sulla riforma, insieme alla "flessibilità in uscita, la previdenza complementare, il lavoro di cura, la differenziazione dell'attesa di vita e la rivalutazione degli assegni pensionistici in essere". Per conoscere le novità dei prossimi giorni cliccate il tasto Segui presente qui in basso.

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