Nella giornata di ieri su tutti i quotidiani nazionali è stato riportato il duro scontro tra Tito Boeri e Cesare Damiano. Ricostruiamo quanto accaduto. In prima istanza, il presidente dell'Inps si era lamentato del trattamento ricevuto in particolar modo dalla Commissione Lavoro della Camera inviando una lettera direttamente alla presidenza, occupata per l'appunto da Damiano. Quest'ultimo, secondo la visione di Boeri, sarebbe colpevole di "non offrire dati o di offrirli distorti e non completi".

Un'accusa diretta, che non poteva restare senza risposta da parte dell'onorevole del Partito democratico, che ha affidato ad una nota, ripresa anche da Ansa, la sua replica.

Inps-Commissione Lavoro ai ferri corti

Secondo Cesare Damiano, la lettera di Boeri "offende il Parlamento". Il numero uno della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati sottolinea come tutti i problemi denunciati dalla sua commissione siano documentati.

Tra questi, i dati inesatti sulla spesa per le salvaguardie degli esodati. In merito proprio a quest'ultime, il presidente dell'Inps ha affermato che sono costate un punto di Pil, causando la perdita del 15 per cento di quanto si era risparmiato fino ad allora dalla riforma Fornero del 2011. La posizione contraria di Boeri sugli otto provvedimenti che hanno portato al salvataggio degli esodati, quella categoria "nata" all'indomani della riforma previdenziale varata dal Governo Monti, era nota da tempo e spesso era stata criticata da Damiano, primo sostenitore invece delle salvaguardie e degli stessi lavoratori precoci.

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Pensioni

La sua spinta e quella dell'intera Commissione da lui presieduta si è rivelata fondamentale anche in occasione del via libera all'ottava e ultima salvaguardia per gli esodati.

Boeri vs politica, non è la prima volta

Già in passato il presidente dell'Inps era stato al centro delle polemiche, sia per la sua posizione anti vitalizi espressa in più di un'occasione dal professore della Bocconi, sia per quello che ad alcuni era apparso uno "sgambetto" del Parlamento contro Boeri stesso, quando vennero negate all'istituto dell'Inps le risorse necessarie per il via libera alla campagna di informazione con protagoniste le buste arancioni, contenenti la simulazione del valore futuro dell'assegno pensionistico che il lavoratore percepirà una volta terminata la sua carriera lavorativa.

Tito Boeri nei mesi scorsi è stato anche critico su come il Governo abbia affrontato la crisi dei giovani che oggi si ritrovano senza occupazione e sugli interventi relativi agli over 55, che sempre più spesso si ritrovano senza un lavoro, o causa di un licenziamento o per il fallimento dell'azienda per cui lavoravano. Per loro la via della pensione è impervia, poiché il rientro al lavoro è reso difficile sia dall'età che dalla situazione di crisi economica, ancora presente in diverse aree del Paese.

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