Mentre si resta in attesa di un accordo tra governo e sindacati sulla fase 2 della riforma Pensioni dopo l'emanazione dei decreti per Ape social e Quota 41 precoci previsti nella fase 1, è cominciato oggi a Montecitorio, in commissione Affari costituzionali, l'iter del disegno di legge costituzionale di cui è primo firmatario il presidente della stessa commissione Andrea Mazziotti Di Celso del gruppo parlamentare Civici e Innovatori.

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Il ddl propone in pratica la modifica dell'articolo 38 della carta costituzionale. Lo scopo è quello di rendere "il sistema previdenziale - si legge nel testo del disegno di legge - improntato ad assicurare l'adeguatezza dei trattamenti, la solidarietà e l'equità' tra le generazioni nonché - viene puntualizzato nel ddl - la sostenibilità finanziaria".

Pensioni, due proposte di legge per garantire i giovani in Costituzione

Alla proposta di legge presentata da Mazziotti Di Celso si aggiunge anche quella di cui è primo firmatario il deputato del Partito democratico Ernesto Preziosi.

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Sono trentacinque i deputati di diversi partiti, sia di maggioranza che di opposizione, che hanno firmato il ddl Mazziotti: oltre che del gruppo parlamentare di Civici e Innovatori, anche del Partito democratico, di Area Popolare, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Sono tredici, invece, i parlamentari del Partito democratico di Renzi che hanno sottoscritto il ddl Preziosi. Le due proposte di legge sono sostanzialmente simili, a differenziarli soltanto alcuni dettagli. "Il nostro sistema pensionistico - viene sottolineato nella relazione che accompagna i due ddl - soffre oggi il peso di 3 fattori concomitanti".

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Pensioni

Con i 2 ddl si punta a modificare articolo 38 della carta costituzionale

I tre fattori concomitanti a cui si fa riferimento sono i seguenti: "La bassa età effettiva - viene spiegato - di uscita dal mercato del lavoro, il bassissimo tasso di occupazione per i lavoratori tra i 60 e i 64 anni e il fatto - viene specificato nella relazione dei ddl costituzionali - che ancora oggi molti pensionati ricevano pensioni generose, nonostante - si sottolinea - un basso livello di contributi versati".

Il riferimento, in questo caso, è ovviamente al sistema retributivo che ha consentito in passato a molti lavoratori di concludere l'attività lavorativa ricevendo "pensioni generose" non corrispondenti ai contributi versati come invece prevede il sistema contributivo che si è stabilizzato con la legge Fornero che ancora in tanti chiedono di abolire, a partire dalla Lega Nord di Matteo Salvini. Nella relazione ai ddl Mazziotti e Preziosi viene affrontata anche la questione delle carriere discontinue e scarsamente remunerate dei giovani di oggi che corrono seriamente il rischio di non raggiungere i minimi requisiti per l'accesso al pensionamento contributivo.

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Un problema a cui i nuovi ddl che hanno cominciato il loro iter parlamentare alla Camera vorrebbero porre rimedio per tutelare il futuro previdenziale delle nuove generazioni.

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