Sono passati pochi giorni da quando è stata varata la riforma pensionistica. Il numero di domande cresce di giorno in giorno, ma il governo ha stabilito che potranno accedervi solo 60.000 lavoratori. Se dovesse continuare a crescere con la stessa intensità si prospetta un numero di domande almeno doppio rispetto alle risorse a disposizione. Sarebbero quindi 120.000 i lavoratori che vorrebbero utilizzare la riforma e quelli che risulterebbero in più alla data del 15 luglio toglierebbero il posto a quelli che maturerebbero i requisiti entro la fine del prossimo anno.

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Cesare Damiano si è reso conto del problema che sta nascendo e ha già chiesto al governo di tenere conto della situazione venutasi a creare e di ipotizzare l'allargamento del bacino dell'Ape stanziando nuove risorse nella prossima legge di bilancio. Lo scopo è quello di dare a tutti i lavoratori l'opportunità di anticipare la pensione, senza che nessuno ne rimanga escluso.

Damiano sostiene che Matteo Renzi fa bene ad evidenziare che questa opportunità è stata frutto del suo governo, ma nel contempo fa notare che le proposte da lui avanzate fin dal 2011 hanno dato a 170.000 lavoratori (con 8 salvaguardie) la possibilità di andare in pensione.

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Lo stesso Renzi all'inizio non aveva prestato ascolto alle sue richieste, ma le insistenze di Damiano appunto hanno fatto si che l'Ape social venisse poi partorita dal governo. E Matteo Renzi, dopo aver espresso la sua soddisfazione, ha confermato che questo è solo l'inizio perché il meglio si avrà con l'Ape volontaria. Il successo di questa riforma, in particolare, va a Tommaso Nannicini che l'ha curata nei minimi particolari.

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Pensioni

Il sindacato

Intanto la CGIL ha deciso di scendere in piazza per protestare contro i voucher e la riforma Fornero. Maurizio Landini il 6 luglio, davanti al Parlamento, terrà un Presidio insieme al Coordinamento Nazionale Pensionati. Il motivo della protesta consiste nel fatto che proprio in Parlamento si stanno discutendo due proposte di legge (AC3858 e AC3478) per modificare l'articolo 38 e tagliare le Pensioni.

Per questo motivo il sindacato ha invitato tutti i cittadini, i pensionati ed i lavoratori a partecipare per far sentire la propria voce.

Intanto il segretario confederale della UIL Domenico Proietti rivendica il successo dell'Ape social. Secondo Proietti adesso è venuto il momento di dare ai giovani l'opportunità di avere un lavoro, per consentirgli un futuro dignitoso. E, sempre secondo il Segretario, il bonus degli 80 euro deve essere esteso anche ai lavoratori che percepiscono un reddito fino a 40.000 euro.

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