La disoccupazione italiana, soprattutto quella giovanile, è ai massimi storici e, ad oggi, sono sempre di più i cittadini italiani che, stanchi del clima teso e incerto che si respira nel nostro Paese, decidono di lasciare tutto e tentare la fortuna altrove. Gli italiani che sognano di lavorare all’estero sono tanti, così come tanti sono invece quelli che in Italia sperano di restarci e che puntano, nonostante le aspettative, alla crescita professionale e lavorativa nei settori di proprio interesse.

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Per questi ultimi i concorsi pubblici indetti spesso rappresentano l’ultima ancora di salvezza, una speranza che – seppur remota – potrebbe finalmente riuscire a garantire loro stabilità lavorativa, economica e, non di meno, soddisfazioni e possibilità concrete di carriera. Nonostante i numeri (la maggior parte delle volte scoraggianti) quelli che concorrono per aggiudicarsi il tanto ambito posto fisso sono sempre di più e con storie ed esperienze diverse alle proprie spalle.

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Disoccupati, occupati insoddisfatti, precari, gente che spera di cambiar vita, uomini e donne in cerca di maggiori tutele, il bacino di utenza che accoglie i partecipanti ai concorsi pubblici è davvero variegato ed eterogeneo tant’è che, ogni volta che una selezione pubblica per titoli ed esami viene indetta, sono sempre tantissimi – troppi – i partecipanti. È questo il caso per esempio del concorso pubblico volto a reclutare 250 funzionari amministrativi indetto dal Ministero dell’Interno. Vediamo però nel dettaglio cosa - ad oggi - sappiamo e quali sono le notizie che, con certezza, possiamo evincere dal bando.

Requisiti

Come è risaputo il concorso si rivolge a tutti coloro i quali siano in possesso di una delle lauree - breve, specialistica o magistrale - elencate all’interno del bando di concorso pubblicato a maggio (o comunque di un titolo ad esse equivalente). Agli stessi partecipanti è richiesto inoltre, pena esclusione, il possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana;
  • maggiore età;
  • possesso delle qualità morali e di condotta;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • posizione regolare nei confronti degli obblighi militari.

La domanda che tuttavia tutti si fanno è: ma la banca dati ci sarà?

Della suddetta banca dati molto si è detto e tante sono state le discussioni nate al riguardo.

Il problema principale, secondo chi ha letto e riletto il bando, è capire o meno se oggi venerdì 30 giugno verranno resi noti i quesiti dai quali la Commissione attingerà per l’espletamento della prova preselettiva. Quello che possiamo dire con certezza è quello che il bando stesso riporta, ovvero che: “Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 30 giugno 2017, nonché nel sito internet del Ministero dell'Interno verranno date comunicazioni riguardo alla pubblicazione dei quesiti ed alle modalità di svolgimento della prova preselettiva”.

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Nulla dunque è stato scritto sulla "pubblicazione" effettiva della banca dati in questa data (niente cioè su come questa verrà messa a disposizione dei candidati e sul ruolo che avrà nella fase di preparazione al concorso) poichè quello che riporta l'avviso pubblico ha a che fare solo con il rilascio di ulteriori chiarimenti al riguardo. Per concludere dunque possiamo afferma con certezza che, per saperne di più ed evitare di fare congetture, dobbiamo attendere una comunicazione ufficiale, la quale, salvo rinvii, arriverà si spera nelle prossime 24 ore.

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