Il nuovo decreto sulla pensione anticipata, quello che il 22 maggio è uscito dal Consiglio dei Ministri del Premier Gentiloni, finalmente è in Gazzetta Ufficiale. Il decreto è composto da ben 13 articoli esplicativi e dettagliati sui requisiti, modalità per la presentazione delle istanze e tutti i casi particolari, tra i quali, le cause di incompatibilità che non darebbero diritto all’anticipo. Via libera quindi alle domande che come previsto, scadranno il prossimo 15 luglio. Ecco in sintesi cosa contiene il decreto.

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Retroattività e beneficiari

Nonostante il considerevole ritardo, il decreto conferma la data di avvio della misura, cioè il 1° maggio 2017. Per coloro che hanno già centrato i requisiti o che lo faranno entro la fine dell’anno, la data di decorrenza della pensione parte dal 1° maggio, sempre che la domanda rispetti la data del 15 luglio come scadenza. Per coloro che non hanno ancora raggiunto i requisiti, le domande scadranno il 30 marzo 2018. Secondo il decreto ufficiale per accedere all’ape sociale, bisogna aver raggiunto almeno i 63 anni di età, cioè trovarsi ad almeno 3 anni e 7 mesi dall’accesso alla pensione di vecchiaia e non avere altre Pensioni dirette erogate a proprio nome.

Dal punto di vista dei contributi versati utili all’accesso, via libera anche a chi ha contribuzione figurativa e limiti che variano a seconda delle categorie di appartenenza tra quelle che danno diritto all’Ape. Infatti, necessari 30 anni se trattasi di disoccupati, invalidi o con invalidi a carico. Ne servono 36 invece, per le 11 categorie di lavori gravosi, tra le quali, infermieri delle sale operatorie, ostetriche, camionisti, edili e maestre di asilo.

Requisiti particolari

Confermati nel dettaglio, tutti i contestati requisiti stringenti che accompagnano la misura.

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Per i disoccupati, sarà necessario aver perduto il lavoro involontariamente ed aver percepito per intero la Naspi spettante da almeno 3 mesi prima di presentare domanda. Nessuna novità e quindi tagliati fuori, i soggetti che non avevano i requisiti per la Naspi, sia come contribuzione o anzianità necessaria, che per dimissioni. Tra l’altro, niente da fare per i disoccupati da lavoro precario e da contratti a termine, perché resta confermato il requisito della perdita di lavoro per licenziamento, sia individuale che collettivo o proveniente da procedimenti di concordato.

Gli invalidi o i caregivers (quelli che assistono invalidi a carico tra coniuge, figli o genitori), devono rispettare la soglia del 74% minimo di invalidità.

Per i lavori gravosi invece, oltre che centrare i 36 anni di contributi, devono risultare impegnati in attività logoranti in 6 degli ultimi 7 anni di lavoro. Resta inteso che la domanda da presentare entro il 15 luglio non è la domanda di pensione, che andrà presentata dopo la risposta dell’Inps. L’istanza è solo la richiesta all’Inps di certificare il proprio diritto alla pensione in base ai requisiti posseduti.

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Solo successivamente andrà presentata la domanda di Ape sociale vera e propria. Inoltre, insieme alla domanda di anticipo, andrà consegnata anche quella di pensione di vecchiaia, quella che andava presentata a 66 anni e 7 mesi.