Che la Legge Fornero sia tanto odiata è cosa risaputa, a maggior ragione quando si parla di pensioni e dei pesanti inasprimenti che il Governo Monti ha imposto al sistema previdenziale. Pensione di anzianità abolita in favore di quella anticipata, con requisiti di accesso che passarono di colpo da 40 anni a 42 e 10 mesi, intesi come contributi da racimolare. Lo stesso per le pensioni di vecchiaia, che da 65 anni slittarono a 66 anni e 7 mesi. Il tutto condito dall’aspettativa di vita che continuerà a sortire effetti anche in futuro, con requisiti di accesso alle pensioni che saliranno ulteriormente.
A nulla sembra siano bastati ape, quota 41 ed opzione donna, perché il malcontento continua ad essere generalizzato. La Legge Fornero però, lasciò per qualcuno alcune scappatoie, per accedere alla pensione alla vecchia maniera, quindi, senza inasprimenti. Parliamo del famoso salvacondotto, o deroga Fornero come viene conosciuto. L’importanza della misura, che è un vero e proprio scivolo anticipato per la pensione, viene ribadito da alcuni chiarimenti pervenuti Da ministero del Lavoro ed Inps. Inoltre, sulla materia è sempre all’ordine del giorno, una proposta partita dall’interno della commissione Lavoro della Camera, con prima firmataria l’Onorevole Gnecchi.
La misura
In via eccezionale, la Legge Fornero, più precisamente, l’articolo 24, comma-15 bis del Dl 201/2011, lasciò la possibilità di conseguire la pensione anticipata a coloro compiono 64 anni di età.
I soggetti beneficiari sono coloro che al 31 dicembre 2012 avevano completato quota 96. In pratica, a fine 2012 si doveva aver centrato 60 anni di età e 36 di contributi, o in alternativa, 61 anni di età e 35 di contributi. Sempre calcolando i periodi di contribuzione e l’età anagrafica anche in frazioni di anno, come meccanismo delle quota impone. Il vantaggio è ancora maggiore per le donne che sempre a fine 2012, avrebbero dovuto completare 60 anni di età e “solo” 20 di contributi versati. Un altro requisito che è stato cancellato da una recente circolare Inps, era la continuità lavorativa al 28 dicembre 2011, paletto che eliminava dai possibili beneficiari coloro che a quella data risultavano senza lavoro per qualsiasi motivo.
I chiarimenti
Per quanto riguarda le ultime novità, l’Inps, in solido con il ministero di Poletti, ha ribadito come la deroga Fornero possa essere sfruttata anche da coloro che, al 28 dicembre 2011, risultavano lavoratori dipendenti all’estero. Inoltre, per raggiungere i requisiti contributivi necessari, sempre i chiarimenti sottolineano come in regime di totalizzazione internazionale, tutti i contributi versati all’estero, sempre da lavoratore dipendente del settore privato, possono essere utili. In sostanza l'Inps conferma l’equiparazione tra i contributi versati in Italia o all’estero e la tipologia di attività diventa uguale sia che il soggetto richiedente la pensione, la prestasse all’estero o in territorio nostrano.
Il Disegno di Legge
Sulla misura, i problemi sono stati sempre quelli legati a interpretazioni dell’Inps in campo di applicazione delle deroga. Come dicevamo, cancellato il paletto della continuità di ingaggio a fine 2011, ma un disegno di Legge della Commissione Lavoro, chiede ulteriori correttivi. Si tratta del DDL 4196 che come dicevamo porta la prima firma della Parlamentare Gnecchi. Il principio che lo scivolo sia consentito solo a dipendenti del settore privato è oggetto della proposta. Infatti, il Disegno di Legge prevede di consentire l’uscita a 64 anni ai dipendenti del settore privato, agli iscritti all’AGO ed alle sue forme di previdenza sostitutiva, senza distinzioni e restrizioni.
Inoltre, sempre la proposta, mira a cancellare un altro vincolo restrittivo che è quello della contribuzione effettiva. Secondo i proponenti, come per le pensioni di vecchiaia o per quella anticipata, utili al calcolo dovrebbero essere anche i contributi figurativi, cosa che attualmente, l’Inps in sede di applicazione del salvacondotto, non ammette. Un tassello che rischiava di impattare negativamente anche su Ape e quota 41 e che sembra che sia stato detonato. La proposta spinge affinché anche per il salvacondotto, sia utilizzata la stessa cosa.