Continua ancora la battaglia per le lavoratrici di sesso femminile che sperano ancora in una proroga del regime sperimentale donna oltre al 31 dicembre 2018. La misura, infatti, è stata estesa solo alle nate nell'ultimo trimestre del 1957 e del 1958 escludendo nello stesso tempo le altre categorie.

Le lavoratrici pronte a chiedere la proroga

Si tratta delle lavoratrici rimasti prive di un'occupazione, delle esodate e di coloro che si occupano dei familiari con disabilità grave. E' questo il motivo che induce il Comitato Opzione Donna a chiedere una proroga del regime affinché venga garantire una copertura previdenziale anche alle altre lavoratrici.

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Con il regime contributivo donna, infatti, si darebbe la possibilità a migliaia di lavoratrici di anticipare l'uscita a condizione di aver raggiunto almeno 57 anni di età anagrafica e 35 anni di contributi. L'altra condizione, invece, consiste nel fatto che le lavoratrici sarebbero costrette ad accettare il ricalcolo contributivo dell'assegno previdenziale e quindi, una penalizzazione che potrebbe sfiorare il 30 %.

Tuttavia, si tratta di una misura in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018 per la quale si chiede una proroga.

A preoccupare, però, è il silenzio da parte delle varie forze politiche che non riescono a dare una risposta concreta a migliaia di lavoratrici alle prese con le dure norme della Riforma Fornero. Cosa che non piacce affatto alla rappresentante del gruppo Movimento Opzione Donna sorto sui Social Network Teresa Ginetta Caiazzo: "Da una sorta di ordine di scuderia contrario alla nostra battaglia, che ammonisce a far silenzio, a non farsi sentire, a non disturbare proprio chi ha messo in atto la volontà di far finire Opzione Donna che, fra l'altro non dà alcun segnale di aver un minimo di ripensamento in tal senso." ha affermato.

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Necessario il riconoscimenti dei lavori di cura

Ed è sempre il silenzio sulla proroga a scatenare l'ira delle potenziali beneficiarie dell'opzione donna che continuano a sperare in un intervento conclusivo che possa risolvere definitivamente la loro problematica. L'altra particolare richiesta riguarda il riconoscimento dei lavori di cura e assistenza ai fini pensionistici utile per le lavoratrici che durante il loro periodo lavorativo hanno dovuto assistere a familiari con disabilità grave. A tal fine, infatti, è intervenuta anche la rappresentante del Comitato Opzione Donna Orietta Armiliato che sarebbe favorevole ad una misura simile all'Ape ma che sia rivolta soltanto alle donne.