Quattro vittorie di tappa in questa edizione, 25 trionfi totali alla Grande Boucle e una quota mostruosa di 125 successi in carriera. I numeri di Tadej Pogačar continuano a riscrivere la storia del ciclismo moderno. Il successo odierno sul traguardo di Le Markstein ipoteca in modo ancora più netto il suo quinto Tour de France, ma il fuoriclasse sloveno, come sempre, preferisce analizzare la corsa con lucidità e rendere omaggio ai rivali.
Nelle interviste post-gara, la maglia gialla ha spiegato la tattica adottata sui Vosgi, ha incoronato il giovane talento francese Paul Seixas e ha gettato uno sguardo prudente sulla frazione di domani.
La tattica sul Col du Haag: "Sapevo che dovevo aspettare"
Nella salita finale della quattordicesima tappa, la corazzata UAE Team Emirates si è progressivamente sfaldata sotto il forcing di Decathlon e Visma. Persino Isaac Del Toro ha mostrato i primi segni di cedimento, quando Jonas Vingegaard ha iniziato ad imporre un ritmo durissimo per testare la tenuta dei rivali. Pogačar, tuttavia, ha corso con grande lucidità, spiegando di aver atteso il finale per attaccare proprio a causa delle difficoltà del messicano:
"Sapevo che Isaac non era al 100%, quindi ho deciso di aspettare gli ultimi due chilometri per vedere se ci fossero stati attacchi. Prima la Decathlon e poi Jonas hanno imposto un ritmo davvero, davvero duro in salita, facendo staccare i corridori uno dopo l'altro.
Io però mi sentivo bene. Conosco molto bene questa salita e la folla incredibile ti dà sempre una spinta in più per arrivare in cima. Ho avuto ottime sensazioni, ho colto l'occasione e ci ho provato."
L'attacco a 1,5 km dalla vetta ha fatto la differenza. Pogačar ha poi affrontato i successivi 6 km di saliscendi bagnati verso il traguardo senza fare calcoli:
"Non conoscevo i distacchi negli ultimi 5 chilometri, stavo solo spingendo al massimo. Le curve erano un po' complicate a causa dell'asfalto bagnato, ma ho continuato a spingere fino alla fine. È stata una giornata perfetta: avevamo cerchiato questa tappa fin dall'inizio. Questa è una zona incredibile per andare in bicicletta e ho bellissimi ricordi qui."
L'incoronazione di Seixas: "È la prossima grande speranza francese"
Oltre a celebrare il secondo posto del compagno Del Toro (giunto a 38"), Pogačar ha speso parole di grandissima stima per il diciannovenne Paul Seixas (Decathlon CMA CGM).
Il giovane francese ha prima seguito l'accelerazione di Lipowitz e ha poi avuto la forza di riportarsi su Vingegaard prima dello scollinamento.
"È un avversario, è un campione," ha sentenziato la maglia gialla. "È già un ottimo leader per la sua squadra, che oggi ha lavorato benissimo per lui. Il pubblico lo adora ed è senza dubbio la prossima grande speranza per la Francia."
Verso Plateau de Solaison: "Domani sarà più difficile da controllare"
Con un vantaggio nella classifica generale che ora tocca i 4 minuti e 30 secondi su Jonas Vingegaard, Pogačar guarda alla quindicesima tappa con traguardo a Plateau de Solaison mantenendo i piedi per terra. Nonostante sia il favorito assoluto, lo sloveno predica prudenza:
"Amo davvero la salita di domani, ma sulla carta è una tappa un po' più difficile da controllare rispetto a quella di oggi.
Non è tanto una questione di durezza delle ascese, quanto di gestione della corsa. Dovremo prendere una decisione a metà frazione e valutare il livello di energia rimasto nella squadra. Vedremo cosa potremo fare."