Potrebbero mancare ancora pochi giorni alla pubblicazione dei decreti attuativi sull'Ape Sociale e sul meccanismo di Quota 41, al fine di rendere chiare le modalità e i requisti necessari per l'accesso alle nuove misure previdenziali, salite sul treno della Legge di Stabilità 2017.

Sorrentino pronta ad una nuova proposta

Il Governo Gentiloni, infatti, ha già firmato i due decreti e si attende la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale mentre la Fp-Cgil si dice pronta ad avanzare una nuova proposta al fine di estendere l'Ape Sociale ad una platea più ampia di beneficiari.

Per questo motivo il segretario generale della Cgil Serena Sorrentino avrebbe reso nota la volontà del sindacato di lanciare una nuova vertenza, affinché la misura inerente all'Ape Sociale sia estesa anche ai dipendenti del settore pubblico.

Al Festival dell'Economia tenutosi nei giorni scorsi in Trentino, infatti, la sindacalista avrebbe ribadito la necessità di attuare nuove misure affinchè gli assistenti sociali, gli appartenenti alla polizia locale e altri profili professionali appartenenti al settore socio-sanitario pubblico possano usufruire dell'Ape Sociale e, quindi, lasciare il lavoro dopo aver raggiunto almeno 63 anni di età anagrafica e 36 anni di contributi effettivamente versati, a condizione che rientrino nella categoria delle mansioni particolarmente usuranti individuate dalla nuova Legge di Bilancio.

Ecco le richieste della Fp-Cgil

Stabilizzare l'Ape Sociale, estendere la categoria dei lavori usuranti e faticosi, riconoscere la laurea ed i periodi di permessi per assistenza di familiari disabili ai fini previdenziali ed estendere il part-time per gli appartenenti al pubblico impiego. Sono queste le principali richieste della Fp-Cgil inserite nella vertenza a livello nazionale che, stando alle indiscrezioni, potrebbe però non essere presa in considerazione.

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Pensioni

Come già in tanti sanno, l'Ape Sociale è un sussidio a carico dello Stato fino ad un massimo di 1.500 euro mensili, erogato a favore dei lavoratori ultra 63enni appartenenti alle categorie più economicamente svantaggiate. Si tratta di una misura rivolta agli addetti alle mansioni gravose del settore privato. Cosa che non soddisfa la maggior parte dei lavoratori del pubblico impiego che svolgono mansioni usuranti e che spinge la Sorrentino a chiedere l'estensione dell'Ape Sociale anche a questa categoria di persone, con lo scopo tra l'altro di favorire anche il cosiddetto ricambio generazionale.

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