Eppure era largamente prevedibile il successo dell’Ape sociale o di Quota 41 per i precoci, ma il Governo sembra sia stato colto di sorpresa. Due misure di pensione anticipata, la prima per soggetti con almeno 63 anni di età e la seconda per lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni che hanno una caratteristica comune, l’essere misure nettamente assistenziali. Disoccupati, invalidi, caregivers o alle prese con attività logoranti, queste le tipologie di soggetti a cui sono destinate le misure.

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Proprio lo stato di difficoltà e disagio dei soggetti che rientrano tra le categorie a cui sono destinate le due misure, potevano far presagire largamente il successo delle due misure.

Diverso il discorso per l’altra misura per la quale si attende il decreto attuativo, cioè l’Ape volontario. In questo caso, per sfruttare l’anticipo a partire dai 63 anni, tra prestito bancario, interessi e spese assicurative, viene chiesto un sacrificio ai papabili pensionati.

In questo caso, esistono seri dubbi sulla riuscita della misura. Per Ape sociale e quota 41 invece, le domande hanno superato ampiamente quelle previste e i soldi stanziati da Governo non bastano. Cosa succederà adesso?

Boom di istanze

Un articolo pubblicato sulla versione digitale del noto quotidiano Economico-Finanziario-Politico, “Il Sole24Ore” di oggi 18 luglio, mette a serio rischio la decorrenza delle pensioni per molti di coloro che hanno presentato istanza.

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Un allarme che trova conferma dai dati definitivi del numero di domande pervenute, incrociati con i soldi stanziati nella Legge di Bilancio in vigore dal 1° gennaio, che ha prodotto le novità previdenziali di cui parliamo. Sono 39.777 le domande di Ape sociale e 26.632 quelle per quota 41. Il discostamento rispetto alle previsioni iniziali supera il 10% e quindi esiste un vuoto economico tale da non poter coprire tutte le istanze, sempre che tutte vengano accettate.

Infatti, l’Inps, che ha ricevuto le istanze che scadevano il 15 luglio, dovrà rispondere alle stesse entro il 15 ottobre e solo dopo la positiva accettazione dell’istanza, il beneficiario potrà presentare domanda di pensione sempre all’Istituto.

I 300 milioni stanziati per l’Ape sociale ed i 360 per i precoci, sembrano insufficienti per tutte le domande. Anche i soldi previsti per l’anno successivo, cioè il 2018, che poi è l’ultimo hanno della sperimentazione delle due misure, sembrano pochi.

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609 milioni per l’Ape e 505 per i precoci, anche se superiori a quelli disponibili per il 2017, sono pochi se si pensa che le misure, per l’anno in corso sono relative ad un semestre (dal 1° maggio, data di start delle novità), mentre per il 2018 copriranno l’intero anno.

Soluzioni allo studio

L’allarme del quotidiano , circa uno slittamento della decorrenza delle pensioni per coloro che usciranno fuori budget è confermata dalle dichiarazioni del Sottosegretario Nannicini che ha suggerito alcune soluzioni.

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Servono soldi in più da stanziare nella prossima Legge di Bilancio. Ai nuovi richiedenti, come lo saranno quelli che centreranno i requisiti per Ape e quota 41 nel 2018, andranno aggiunti quelli a cui la pensione, anche se spettante nel 2017, sarà fatta partire nel 2018. Naturalmente, essendo la decorrenza fissata comunque il 1° maggio 2017, ci sarà da erogare anche arretrati a questi soggetti. Un esborso che secondo Nannicini ha bisogno di nuova benzina con la prossima manovra di autunno. Per questo si suggerisce di anticipare la data di scadenza delle risposte Inps, magari entro settembre, in modo tale da non farla coincidere con i lavori sulla nuova Legge di Bilancio (ottobre) ed in modo tale da dare al Governo le stime esatte di quanto altro denaro ci vuole.

Adesso si attende una specie di graduatoria dei soggetti che hanno presentato istanza, perché dovrebbero essere erogate prima le istanze di coloro che sono più vicini ai 66 anni e 7 mesi di età per l’Ape o a 42 anni e 10 mesi di contributi per quota 41. Probabilmente sarà così che l’Inps erogherà le pensioni lasciando fuori una grande fetta di coloro avrebbero dovuto sfruttare maggiormente le due forme di anticipo di pensione, cioè per più tempo.

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