Sono davvero preoccupanti i dati giunti dalla Commissione europea sulla situazione del Lavoro in Italia. E precisamente dall'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa emerge un quadro di luci e molte ombre. Dal prospetto emerge, infatti, un aumento delle persone che vivono in povertà estrema, la percentuale dei giovani che non hanno e non cercano un lavoro è superiore rispetto alla media europea ed esiste ancora una netta differenza tra gli uomini e le donne che lavorano.

Pubblicità
Pubblicità

I dati dell'indagine europea 2017

Dai dati della commissione europea sul lavoro in italia emerge un quadro con poche luci e, purtroppo, tante ombre. Partiamo dalla condizione lavorativa dei giovani. I NEET, ovvero i giovani tra i 15 e i 24 anni che non hanno e neanche cercano un lavoro, superano di gran lunga la media europea: quasi il 20% rispetto alla media europea ferma, invece, all'11%. Il tasso di NEET italiano, quindi, è il primo in Europa.

Pubblicità

Questo dato, tuttavia, risulta inferiore rispetto all'anno 2016 in cui era pari al 37,8%. Nonostante la diminuzione della disoccupazione in questa fascia d'età, l'Italia rimane comunque terza dietro alla Grecia e alla Spagna. In Italia, inoltre, nel 2017 esiste ancora la differenza di genere in ambito lavorativo: la differenza tra gli uomini e le donne è del 20,1%.

C'è di più. Il dato più sconfortante per il territorio italiano arriva dal numero di persone che vivono in assoluta povertà.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Lavoro

In questo caso l'Italia registra insieme a Paesi come Estonia e Romania un numero di poveri molto alto, precisamente pari all'11,9% della popolazione. Brutte notizie arrivano anche da chi trova lavoro ma che sottoscrive i cosiddetti "contratti atipici". Questo tipo di contratto, infatti, mette maggiormente a rischio precarietà il lavoratore. Sono negativi anche i dati riguardanti gli stipendi: i lavoratori che hanno meno di 30 anni guadagnano il 60% in meno rispetto ai lavoratori che hanno raggiunto i 60 anni d'età.

Quest'ultimo dato dimostra che i giovani italiani, in mancanza di un lavoro o aventi un lavoro precario, escono dalla casa paterna molto tardi e comunque più tardi rispetto alla media europea.

I giovani pagano la crisi

In breve in questo quadro fornito dalla commissione europea sono i giovani a pagare per primi le conseguenze. Non solo, nonostante lauree e titoli, non hanno molte opportunità di lavoro ma soprattutto saranno costretti a sacrifici economici anche in futuro.

Pubblicità

Sono loro, quindi, a pagare il prezzo della crisi economica e il cambiamento del mercato del lavoro.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto