L'ape volontario ha già superato il suo esame in Consiglio di Stato che ha espresso il proprio parere sulla nuova norma previdenziale che darebbe la possibilità a migliaia di lavoratori di anticipare l'uscita dall'attività lavorativa attraverso un prestito ventennale.

Esclusi da beneficio i percipienti di assegni inferiori a 1.000 euro

Secondo quanto emerso da Palazzo Spada, però, non tutti avrebbero la possibilità di usufruire dello strumento messo a disposizione dalla nuova Legge di Stabilità entrata in vigore lo scorso primo gennaio. Secondo il parere espresso dal Consiglio di Stato, infatti, l'Ape volontario non potrà essere utilizzato dai lavoratori che percepiscono assegni inferiori a 800 euro visto che gli istituti di credito non coprirebbero gli assegni al di sotto dei mille euro.

Per questo motivo, la misura potrebbe essere estesa solo alle categorie di lavoratori che percepiscono una pensione sopra i 1.000 euro trascurando i lavoratori che percepiscono un trattamento inferiore, i quali dovranno valutare la possibilità di ridurre l'importo del prestito o rinviare di qualche mese l'uscita dall'attività lavorativa.

Una vera e propria penalizzazione per migliaia di lavoratori che non potranno fruire del prestito ventennale. Cosa che non piace affatto alle tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil che si sono dette pronte a chiedere ulteriori modifiche. Ed è questo motivo che potrebbe determinare un ulteriore slittamento dell'Ape volontario anche se il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti aveva annunciato che la nuova misura previdenziale sarà pronta a partire da settembre.

Attesa per la Fase 2

Intanto, proseguono i lavori sulla cosiddetta Fase 2 volta a discutere gli argomenti rimasti irrisolti dopo l'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2017. Si tratta della pensione di garanzia per i trattamenti minimi percepiti dalle giovani generazioni, della previdenza complementare, del riconoscimento dei lavori di cura e assistenza per le lavoratrici e all'estensione dell'Ape Sociale ad una più ampia platea di soggetti. Come avrebbe illustrato il presidente della Commissione Lavoro alla Camera cesare damiano, infatti, bisogna "dare centralità alla questione giovanile si può e si deve fare affrontando, contestualmente, la lotta alla precarietà del lavoro e della totalizzazione di tutti i contributi per realizzare l'obiettivo di una pensione dignitosa", riporta il Sussidiario.