Il Governo Gentiloni resta ancora al lavoro sulle modifiche da apportare alla nuova misura pensionistica riguardante l'Ape Sociale, il reddito ponte fino ad un massimo di 1.500 euro utilizzabile per gli ultra 63 enni in condizioni di difficoltà e finanziato interamente dallo Stato. Le ipotesi al vaglio dell'esecutivo, infatti, potrebbero riguardare un'estensione della platea dei beneficiari visto che la Legge di Stabilità 2017 ha provveduto a tutelare soltanto le categorie più economicamente svantaggiate: disoccupati, caregivers, invalidi al 74% e addetti alle mansioni usuranti.

È una richiesta fatta dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano che potrebbe essere discussa a margine del prossimo confronto previsto per il 27 luglio, giorno in cui potrebbero essere ripresi anche i temi legati alle lavoratrici e ai lavoratori che svolgono attività gravose.

Poletti convoca i sindacati per il 27 luglio

Per i lavori gravosi, infatti, si pensa ad un'estensione della platea dei beneficiari per l'accesso all'Ape Sociale in modo tale da consentire a più lavoratori di accedere alla pensione secondo le regole dettate dalla nuova Legge di Bilancio ed evitare che siano ancora una volta penalizzati dall'aumento dell'età pensionabile dovuta all'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita previsto per il 2019.

Ancora una modifica, invece, riguarderebbe il pensionamento delle lavoratrici che tuttora non possono beneficiare di una proroga del regime sperimentale donna.

Il Governo, infatti, sta pensando ad una riduzione fino a tre anni del requisito contributivo richiesto per l'accesso all'anticipo pensionistico agevolato.

Allo studio dell'esecutivo, anche la trasformazione dell'Ape Social in un intervento strutturale come richiesto tempo fa dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera cesare damiano. Proposte che saranno discusse nel prossimo incontro convocato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti per giovedì 27 luglio.

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Pensioni

Attesa per l'avvio della Fase 2

Intanto, si attende la riapertura della Fase 2 del confronto che potrebbe dare avvio alla discussione di altri temi previdenziali rimasti irrisolti dopo l'entrata in vigore della Legge di Bilancio. Si tratta di una pensione di garanzia per integrare i trattamenti minimi percepiti dalle giovani generazioni, della revisione della previdenza complementare, del tema inerente all'estensione della platea dei beneficiari che potranno accedere al meccanismo di Quota 41 oltre alla discussione di una probabile proroga dell'Opzione Donna.

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