La questione relativa all'anticipo pensionistico agevolato inserito nella Legge di Stabilità 2017 resta ancora una parentesi aperta. Seppure la misura sia già diventata operativa ed è già scaduto il termine per la presentazione delle istanze d'accesso, infatti, il Governo avrebbe aperto uno spiraglio su alcuni ritocchi da apportare per consentire l'accesso previdenziale ad una platea più ampia di lavoratori.

Necessarie le modifiche all'Ape Sociale

Dialogo piuttosto aperto in Commissione Lavoro alla Camera, dove il sottosegretario del Welfare Massimo Cassano avrebbe dato una risposta a due interrogazioni parlamentari riguardanti alcune modifiche da apportare sull'Ape Sociale e sul cumulo gratuito dei contributi versati in più aree.

Come già tanti sanno, la nuova misura di pensionamento agevolato abbraccia solo una platea ristretta di beneficiari, ovvero, disoccupati privi di ammortizzatori sociali, caregivers che assistono familiari con disabilità grave, invalidi al 74 % e addetti alle mansioni usuranti. Per questo motivo l'Ape Sociale e il meccanismo di Quota 41 potrebbe essere esteso anche ai lavoratori licenziati che non hanno avuto la possibilità di usufruire dei cosiddetti ammortizzatori sociali e ai licenziati a seguito della scadenza del contratto a termine. Sono queste le maggiori priorità del Governo anche se al momento si tratta solo di ipotesi.

Il Governo studia la totalizzazione internazionale

Nei piani dell'esecutivo anche la totalizzazione internazionale dei versamenti contributivi, ovvero, la possibilità di ricongiungere gratuitamente i contributi versati all'estero in modo tale da rendere più semplice l'accesso all'Ape Sociale. Come riportato su Pensioni Oggi, infatti, Cassano avrebbe affermato: "in virtù della particolare natura della prestazione la stessa è da considerarsi fuori dal campo di applicazione dei regolamenti dell'Unione Europea".

Intanto, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti avrebbe già convocato le organizzazioni sindacali per il confronto che si terrà giovedì 27 luglio per affrontare i temi inerenti alla pensione di garanzia, alla previdenza complementare e all'aspetto previdenziale delle donne oltre allo stanziamento di nuove risorse per dare a tutti la possibilità di accedere all'Ape Sociale e alla Quota 41. Come riporta Il Sole 24 Ore, il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo avrebbe poi esposto la necessità di bloccare l'innalzamento dei requisiti adeguati alla speranza di vita: "se non riusciremo ad ottenere i risultati auspicati, non è da escludere un percorso di mobilitazione", ha concluso il sindacalista.