E' ancora Cesare Damiano ad intervenire sul capitolo pensioni, in merito alle ultime dichiarazioni di Enrico Morando, viceministro al ministero dell'Economia, che in un'intervista recente si era detto contrario al blocco dell'aspettativa di vita, parlando del tema previdenziale come una questione chiusa. Il presidente della Commissione Lavoro, tramite una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, risponde quasi immediatamente, ricordando a Morando il rapporto del 2016 del proprio ministero. Inoltre, l'esponente dem ha menzionato ancora una volta i lavoratori precoci ed il problema conseguente alle 6.000 domande in eccesso pervenute all'Inps per l'ottenimento dell'Ape social e di quota 41.

Aspettativa di vita, rallentamento obbligatorio secondo Damiano

Prevedibile, è arrivata a stretto giro di posta la replica di Cesare Damiano alle parole di Morando, che chiudevano la porta non soltanto al rinvio dell'aspettativa di vita ma anche all'intero capitolo pensioni. L'ex ministro del Lavoro ha deciso di rispondere punto su punto alle dichiarazioni del numero 2 del Mef, riproponendo come dato oggettivo il rapporto dello scorso anno dello stesso Ministero, secondo cui l'adeguamento dell'età pensionabile previsto dal 1° gennaio del 2019 non potrà essere di 5 mesi come invece stabilito "a tavolino". La causa è da attribuire al fatto che nel 2015 la speranza di vita nel Paese è diminuita.

Citando il rapporto del Ministero di Economia e Finanze, Damiano ha dunque definito obbligatorio il rallentamento dell'aspettativa di vita, visto che lo chiede, tra le righe, lo stesso Mef. Una risposta più chiara arriverà nel primo autunno, come promesso dal ministro del Lavoro Poletti, quando l'Istat fornirà i dati completi. Solo allora sapremo che ne sarà dello scatto automatico in programma nel 2019, con l'età pensionabile che rischia di raggiungere la soglia dei 67 anni.

Intervento a favore della quota 41

Un altro punto su cui Damiano ha voluto replicare a Morando è stato quello inerente alla chiusura nei confronti degli altri interventi sulla riforma previdenziale. In primo luogo, il numero 1 della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati ha ricordato come siano in programma nelle prossime settimane una serie di incontri tra Governo e sindacati in merito alla cosiddetta fase 2 della riforma, durante la quale si discuterà delle pensioni dei giovani ma anche dei lavoratori precoci e di Opzione Donna.

In seconda battuta, il deputato del Partito democratico ha sottolineato come nella prossima Legge di Bilancio per il 2018 sia assolutamente necessario un intervento a favore di coloro che rischiano di restare fuori dai provvedimenti di Ape social e quota 41 per i precoci pur avendo presentato domanda entro il 15 luglio, viste le 6.000 richieste in eccesso arrivate a fronte delle 60.000 complessive stimate dall'esecutivo. Occorre, ha detto Damiano, lo stanziamento di nuove risorse, in modo da evitare qualsiasi eventuale polemica.