Continua ad essere al centro di tutte le discussioni l'argomento legato alla riforma Pensioni 2017, tematica più che mai di attualità e che suscita sempre molte polemiche. Se per quanto riguarda l'APe volontaria sono arrivate nei giorni scorsi conferme sul suo possibile avvio a settembre, arrivano novità anche per quanto concerne l'Ape Social da parte del noto sito Pensionioggi.it. Stando a quanto si legge sul sito, infatti, l'APe social cesserà in caso di conseguimento dell'uscita anticipata o nel caso in cui si raggiungano i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Riforma pensioni, i chiarimenti da parte dell'Inps per l'APe social

A precisarlo è lo stesso Inps all'interno delle faq pubblicate il mese scorso in cui vengono analizzati diversi punti che riguardano proprio l'APe social, la prestazione che permette ai lavoratori che possono accedervi di ottenere un assegno che accompagna fino al raggiungimento dei requisiti necessari per l'accesso alla pensione. Dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano per quanto riguarda le pensioni di cittadinanza, quindi, arrivano novità interessanti da parte dell'Inps sull'Ape social.

L'Inps ha spiegato come il titolare della prestazione decade dal diritto nel momento in cui decorre il trattamento della pensione anticipata.

Il beneficiario, quindi, nel caso in cui dovesse maturare i requisiti per ottenere un altro trattamento pensionistico come l'uscita anticipata o il pensionamento a 64 anni, non smetterà di godere dell'APe social fin quando non presenterà la domanda e conseguirà il nuovo trattamento.

Un'altra spiegazione approfondita da parte dell'Inps sull'argomento APe social riguarda le lavoratrici che abbiano una contribuzione mista e che arrivano all'età pensionabile nel periodo nel quale è ancora diversificata (per l'anno 2017).

Se la lavoratrice dovesse avere una contribuzione adeguata per ottenere la pensione con un'età anagrafica inferiore, l'Inps ne terrebbe conto per la conclusione dell'APe social. Tutto ciò andrebbe a penalizzare la lavoratrice nei casi in cui ci siano delle contribuzioni FPLD e Gestioni Pubblici e se il requisito contributivo sia raggiunto nel FPLD.

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